La Pineta di Castel Fusano non è un parco divertimenti

Il WWF Litorale Romano dice no alla proposta di un grande camping. La Pineta è un’area ad elevata vulnerabilità ecologica che rischia di scomparire
Riceviamo e pubblichiamo - 15 Settembre 2009

In questi giorni apprendiamo dai mezzi di comunicazione della comune volontà di maggioranza e opposizione, di rilanciare l’occupazione sul territorio del XIII Municipio, impegno espresso nella prima riunione della commissione municipale attività produttive dopo la pausa estiva. Fuori di dubbio che tale comunanza di intenti su un obbiettivo così importante per la comunità sia rassicurante. Meno rassicuranti sono alcuni annunci su come ridurre la disoccupazione sul territorio. Si fa particolare riferimento alla proposta letta sui giornali, di far passare “la pineta di Castel Fusano da Riserva Naturale Statale a parco urbano attrezzato con strutture organizzate, camping…”.
Le aree naturali protette come quella del litorale romano, sono territori di particolare interesse naturalistico, o storico-culturale che contengono specie naturalisticamente rilevanti della fauna e della flora. Dunque, se ci concentriamo sull’aspetto turistico ai fini dell’incremento dell’occupazione è facile capire che è la Riserva l’elemento di attrazione per il turista. Chi costruirebbe mai campeggi o strutture ricettive all’interno degli scavi di Ostia Antica, dei Fori Imperiali o del Colosseo?

La Pineta di Castel Fusano è stata inserita sin dal 1980 (L.R. 26 giugno 1980, n. 91) nel sistema regionale delle aree protette della Regione Lazio.
In considerazione del suo elevato interesse naturalistico ed archeologico, la Pineta è stata poi inclusa, con decreto del ministero dell’ambiente 29.3.1996, nella Riserva Naturale Statale “Litorale Romano” che comprende l’ampia fascia costiera che si estende dalla spiaggia di Palidoro alle dune di Capocotta.

Le aree protette, se ben governate offrono la possibilità di sperimentare forme di sviluppo economico e sociale compatibili con la tutela dell’ambiente e comportano localmente la creazione di nuovi posti di lavoro (personale dei centri visita, guardia parco, ecc..). Nel caso specifico attendiamo da oltre 13 anni che i Comuni di Roma e di Fiumicino emanino, per i territori di rispettiva competenza,.i Piani di gestione ed i Regolamenti attuativi , l’ assenza dei quali determina la mancanza di una adeguata protezione della Riserva e una continua perdita di opportunità per le comunità locali.

Retrocedere la Pineta e consentirne un uso improprio che comprometterebbe definitivamente gli ambienti naturali significherebbe non riconoscere e apprezzare l’importanza nazionale ed internazionale del nostro territorio.
A questa ipotesi il WWF Litorale Romano esprime la sua netta contrarietà, considerandola inattuabile sotto il profilo legale ed estremamente pericolosa per la sopravvivenza stessa degli ecosistemi naturali.
Richiamiamo, infine, la Commissione e il Municipio XIII a farsi parte attiva, presso il Comune di Roma (Ente Gestore della Riserva per i nostro territorio), affinché l’area protetta sia effettivamente governata. Su tale punto il WWF Litorale Romano è pronto a dare il suo contributo costruttivo.

Presidente WWF Litorale Romano
Rolando Gili


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