La sfida del verde e della salute nel V Municipio di Roma

Tra asfalto e picchi termici, Un territorio con oltre il 63% di suolo impermeabilizzato affronta le estati più calde della Capitale

Un territorio con oltre il 63% di suolo impermeabilizzato affronta le estati più calde della Capitale. I dati ISPRA e DepLazio tracciano la mappa del rischio socio-sanitario tra Casilina e Prenestina, mentre gli investimenti sul patrimonio arboreo cercano di invertire la rotta.

I dati ufficiali del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA-ISPRA) e del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (DepLazio) restituiscono un’immagine inequivocabile del nostro territorio: il Municipio V si conferma tra le aree a maggior consumo di suolo di Roma, con un tasso di impermeabilizzazione che raggiunge il 63,11% [1].

A superare questo valore sono soltanto i municipi centrali: il I (74,38%) e II (68,42%). Tuttavia, a differenza del Centro Storico, il quadrante compreso tra Tor Pignattara, Centocelle, Pigneto e Collatino detiene la densità abitativa più alta dell’intera Capitale, superando i 9.000 abitanti per chilometro quadrato [2].

Un fattore antropico che riduce al minimo lo spazio naturale pro-capite disponibile e trasforma la gestione del microclima in una vera e propria emergenza di salute pubblica.

Le arterie radianti: l’effetto “Canyon Urbano”

L’analisi telerilevata dalle costellazioni satellitari Copernicus/Sentinel del programma europeo di osservazione della Terra evidenzia la presenza di una “griglia di calore” continua lungo i principali assi di scorrimento [3].

L’asfalto e la densità costruttiva lungo la via Casilina e la via Prenestina generano l’effetto cosiddetto a canyon urbano: durante le ore diurne le superfici cementificate accumulano la radiazione solare, mentre di notte la riemettono sotto forma di calore radiante, impedendo il naturale raffrescamento dell’aria [4].

Nelle giornate estive più critiche, le rilevazioni della temperatura superficiale del suolo (LST – Land Surface Temperature) nei quartieri più intensivi registrano anomalie termiche fino a +5°C / +6°C rispetto alle aree agricole extraurbane [3, 4].

Punti critici come il nodo Prenestina/Malatesta o il tratto di Casilina tra Tor Pignattara e la Marranella soffrono la storicità di un’urbanizzazione spinta e la carenza di filari alberati continui capaci di garantire un’adeguata ombreggiatura.

L’impatto sanitario: la vulnerabilità socio-economica

L’incrociarsi dei dati ambientali ISPRA con gli studi epidemiologici del DepLazio mostra come le isole di calore non colpiscano la popolazione in modo omogeneo [5]. Durante le ondate di calore estive prolungate, l’incremento del tasso di mortalità e dei ricoveri ospedalieri tra gli over 65 risulta correlato non solo ai gradi centigradi registrati sui termometri, ma all’indice di vulnerabilità socio-economica e materiale [5, 6].

Nel Municipio V, la combinazione tra una qualità abitativa spesso datata (edifici realizzati nel secondo dopoguerra con elevata trasmittanza termica), la maggiore prevalenza di patologie croniche respiratorie e cardiovascolari e le minori disponibilità economiche per l’accesso a sistemi di climatizzazione efficienti accresce l’impatto dello stress termico indoor [5, 6].

Un quadro che inserisce stabilmente diverse zone del municipio nei livelli di massima attenzione all’interno delle mappe di rischio del Piano Calore regionale.

Interventi, de-impermeabilizzazione e il ruolo di Centocelle

A fronte di questa fotografia strutturale, gli ultimi anni hanno visto l’avvio di contromisure sul piano degli investimenti comunali e municipali.

Lo stanziamento di fondi dedicati alla manutenzione e allo sviluppo del verde, unitamente alle risorse PNRR destinate alla forestazione urbana, mira a potenziare la copertura vegetale locale [7].

La sfida prioritaria riguarda la continuità delle alberature stradali lungo i grandi assi commerciali e l’impiego di materiali drenanti o ad alto indice di riflettanza (cool pavements) nei rifacimenti di piazze e marciapiedi.

Sullo sfondo resta la risorsa centrale del Parco Archeologico di Centocelle, insieme al Parco di Tor Tre Teste e a Villa De Sanctis.

La riqualificazione e la bonifica completa delle aree perimetrali dell’ex aeroporto rappresentano la principale opportunità per dotare il Municipio V di una vera “pompa di raffrescamento” naturale, in grado di spingere aria mitigata verso i quartieri a più alta densità edilizia [4, 7].

Mappa tematica dei parchi del V municipio – Fonte Vivi la Luna WordPress

Nota dell’autore

Più alberi, corridoi ecologici e interconnessioni tra i parchi – Per invertire la rotta nel Municipio V non basta piantare nuovi alberi: serve ricucire la trama naturale del territorio.

La vera svolta urbanistica ed ecologica sta nel trasformare le attuali “isole verdi” — dal Parco di Centocelle a Villa De Sanctis, fino al Parco di Tor Tre Teste — in una rete viva e interconnessa.

Attraverso la creazione di corridoi ecologici continui, realizzati potenziando le alberature stradali lungo i grandi assi viari (Casilina, Prenestina e Togliatti) e de-impermeabilizzando i marciapiedi sature di asfalto, l’aria fresca generata dai grandi parchi potrà finalmente penetrare nel cuore dei quartieri più densi.

Aumentare la massa fogliare, scegliere specie autoctone ad alta capacità traspirante e connettere le macchie vegetali isolate non è soltanto una scelta di decoro o di tutela della biodiversità: è l’infrastruttura sanitaria fondamentale per abbattere le isole di calore, proteggere i residenti più fragili e restituire vivibilità al nostro municipio.

─── Fonti e Riferimenti Scientifici ───

* SNPA / ISPRA (2023-2025): Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”. Roma: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Data-set disaggregato per i Municipi di Roma Capitale.

* Roma Capitale & Sistan (2021): Rapporto tematico “L’uso e il consumo di suolo a Roma Capitale”. Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica / Sistema Statistico Nazionale.

* ISPRA / CNR: Progetto MIRIFICUS (Microclima e Isola di Calore Urbana). Monitoraggio satellitare Copernicus Sentinel-2 e stime radiometriche Land Surface Temperature (LST) sul tessuto urbano romano.

* Comune di Roma & e-GEOS (2024): Space Solutions per il Verde di Roma Capitale. Mappatura ed elaborazione ad alta risoluzione del patrimonio vegetale e dell’albedo superficiale.

* DEP Lazio (Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio): Sistema di Prevenzione degli Effetti del Caldo sulla Salute – Mappe di Vulnerabilità Socio-Demografica e Modelli di Rischio Sanitario per il Comune di Roma. Ministero della Salute / Regione Lazio.

* Michelozzi P., et al. (DEP Lazio): Studi sull’impatto delle ondate di calore e l’indice di privazione sociale nei quartieri ad alta densità di Roma. Pubblicazioni su riviste di Epidemiologia e Prevenzione.

* Roma Capitale (2024-2025): Bilancio Arboreo di Roma Capitale e Piano Straordinario di Forestazione Urbana PNRR / Fondi Municipali. Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti.

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