Lavoratori dello spettacolo manifestano contro tagli Fus

Il 20 luglio 2009 in piazza Montecitorio di fronte al Parlamento
di Maria Giovanna Tarullo - 21 Luglio 2009

Nel pomeriggio di lunedì 20 luglio 2009 su Piazza Montecitorio è calata una pioggia di palloncini neri listati a lutto, accompagnati dalle note dell’orchestra regionale del Lazio. Ma non si trattava di una commerazione funebre, ma della celebrazione della incombente agonia  del magico mondo dello spettacolo.

Di fronte al Parlamento si sono ritrovati i lavoratori dello spettacolo, contro la decisone del governo di mettere in atto un taglio finanziario al Fus (Fondo unico per lo spettacolo) chiedendo un ultimo ripensamento, ovvero un reintegro del 35% dei finanziamenti decurtati dal governo Berlusconi, che ha sempre guardato con sospetto la cultura, allontanandola con sdegno.

La manifestazione bipartisan ha visto presenti per il Pd il segretario Dario Franceschini e Walter Veltroni, mentre per il Pdl Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi, quest’ultimo fischiato dalla folla durante il suo intervento.

Presenti all’evento anche Carlo Verdone, Mario Monicelli, Ettore Scola e Carlo Lizzani, Stefano Rulli e Citto Maselli, Maurizio Scaparro e Ricky Tognazzi, Giuliano Montaldo e Silvio Orlando, anche Carlo ed Enrico Vanzina, il press agent Enrico Lucherini,Mariangela Melato, Luca Zingaretti e Andrea Purgatori che a nome dell’associazione 100 Autori ha fatto parte della delegazione uscita da palazzo Chigi dopo un incontro con il sottosegretario Gianni Letta.

I manifestanti esprimono sul tema varie forme di lotta, compreso il boicottaggio della mostra del Cinema di Venezia, fino alla serrata della produzioni per il cinema, la televisione e le altre forme di spettacolo.

Il giornalista e sceneggiatore Andrea Purgatori a nome dell’associazione 100 Autori ha fatto parte della delegazione uscita dal Palazzo Chigi dopo l’incontro con il sottosegretario Gianni Letta ha commentato: «Non abbiamo buone notizie  né in verità ci speravamo molto. Per ora non sembra esserci via d’uscita al reintegro del Fondo Unico per lo Spettacolo da parte del Governo e dobbiamo quindi attrezzarci ad altre forme di lotta e di protesta".

"Tutti i governi -ha sottolineato Mario Monicelli – sono contro il cinema e la cultura perché non sono a loro favorevoli. Sono qui per esprimere solidarietà ai miei colleghi".

Mentre Nino Russo a nome della storica associazione dei cineasti (Anac) ha invocato la coesione di tutto il settore (oltre 200 mila lavoratori) e una consonanza di lotta con tutte le forme della cultura, dell’istruzione e della ricerca «palesemente sotto attacco da parte di questo governo che continua a pensare alla cultura in termini di spesa e non di investimento».

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Seguiremo i risvolti della vicenda, sperando nel ripensamento del governo perché lo spettacolo non è una spesa ma un investimento per tutto il Paese.


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