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L’effetto forno della pergola da 138mila euro a Centocelle: il test sul campo boccia la struttura “refrigerante”

Sopralluogo tecnico con stazione meteo certificata ed ecografo termico sotto la nuova installazione del quartiere

Per comprendere il funzionamento termodinamico e l’impatto microclimatico della nuova pergola installata a Centocelle — un’opera dal costo complessivo di circa 138.000 euro — abbiamo condotto un sopralluogo tecnico di misurazione direttamente sul posto.

Equipaggiati con una stazione meteorologica certificata Ecowitt, un pirometro laser a infrarossi, termocamere e un tester di campi elettromagnetici, abbiamo registrato una serie di parametri ambientali e di superficie, a quota uomo, sia all’interno del perimetro sia nelle immediate vicinanze.

Noi ci limitiamo a riportare le misurazioni e la nostra esperienza diretta, lasciando interamente ai lettori ogni valutazione sull’opportunità tecnica e sulla reale fruibilità dell’opera.

Il quadro microclimatico e la risposta termica

Con l’impianto di nebulizzazione ad alta pressione in funzione, la temperatura dell’aria all’ombra della struttura si è inizialmente attestata tra i 35,5 °C e i 35,9 °C, con un’umidità relativa del 46%.

Applicando le tabelle dell’Indice di Calore (Heat Index) sviluppate dalla NOAA, la percezione termica risultante per una persona stazionaria, a quota uomo, sfiora i 39,4 °C, per effetto del bilancio tra temperatura e vapore presente nell’aria.

Un elemento di rilievo è emerso durante il ciclo di spegnimento temporaneo dell’impianto, regolato dal temporizzatore integrato: a nebulizzatori disattivati, la temperatura rilevata dalla consolle a 2,5 metri d’altezza è passata da 38,0 °C a 43,0 °C nell’arco di appena tre minuti, evidenziando la dinamica di accumulo termico della carpenteria metallica esposta al sole.

A conferma dell’andamento termico nel tempo, al termine del sopralluogo — dopo circa 1 ora e 30 minuti di stazionamento e misurazione continuativa — il sensore Ecowitt, posizionato al centro dell’impianto, a 2,5 metri di altezza, in ombra, registrava una temperatura stabilizzata di 37,9 °C.

Sul piano della percezione fisica diretta, la permanenza prolungata di un’ora e mezza sotto la struttura, a pieno regime, non ha restituito alcun beneficio di refrigerio, traducendosi in un’intensa e continua sudata a causa del carico combinato di calore e umidità.

Rilievi di superficie: strutture, sedute e ombra naturale

La misurazione delle temperature superficiali tramite pirometro laser a infrarossi ha offerto un quadro dettagliato sulla distribuzione del calore emesso dai materiali.

Le panchine e sedute integrate, disposte alla base delle colonne, hanno registrato una temperatura superficiale di 55,8 °C.

Le travi superiori in acciaio e la pavimentazione sottostante hanno mostrato valori compresi tra 58,9 °C e 64,0 °C.

Il suolo esterno al sole, costituito da terreno battuto adiacente ed esposto alla luce solare diretta, ha registrato una temperatura superficiale di 63,5 °C.

La misurazione condotta contemporaneamente sul suolo posto all’ombra di un piccolo alberello di olivo, situato a breve distanza, ha invece restituito un valore di 29,0 °C.

Dinamiche del flusso nebulizzato ed emissioni

I rilievi igrometrici aerei hanno inoltre evidenziato l’effetto della ventilazione locale (drift effect): la nebbia d’acqua erogata dagli ugelli posti oltre i 3,5 metri di altezza viene parzialmente intercettata dai flussi d’aria e trasportata a circa 4-5 metri di distanza dal perimetro della struttura.

Sotto una chioma vegetale adiacente, investita dal flusso, l’igrometro ha registrato un valore di umidità relativa compreso tra il 66% e il 67%.

Sul fronte della sicurezza elettromagnetica, le verifiche effettuate a quota utente mediante tester EMF non hanno evidenziato anomalie, registrando un valore di 0,00 µT (Safe) e confermando la corretta schermatura dei dispositivi elettrici dell’impianto.

Sinossi dei dati rilevati sul campo

La stazione meteorologica Ecowitt, durante l’avvio dell’impianto e con i nebulizzatori in funzione, ha registrato all’ombra una temperatura compresa tra 35,5 °C e 35,9 °C, con un’umidità relativa del 46%. In quel momento il vento era compreso tra 4,0 e 5,4 km/h, mentre la pressione atmosferica era di 989,1 hPa.

Dopo circa 1 ora e 30 minuti di rilevazione continuativa, il sensore Ecowitt posizionato al centro dell’impianto, a 2,5 metri di altezza e all’ombra, registrava una temperatura stabilizzata di 37,9 °C.

L’Indice di Calore (Heat Index) calcolato secondo i parametri NOAA indicava una percezione termica di circa 39,4 °C ad altezza utente.

Durante lo spegnimento dei nebulizzatori, la temperatura rilevata dalla consolle a 2,5 metri di altezza è passata da 38,0 °C a 43,0 °C nell’arco di tre minuti.

Il pirometro a infrarossi ha rilevato sulle sedute e sulle panchine integrate una temperatura superficiale di 55,8 °C. Le travi in acciaio e il suolo interno hanno registrato valori compresi tra 58,9 °C e 64,0 °C.

Il suolo esterno, esposto direttamente al sole, ha raggiunto una temperatura superficiale di 63,5 °C, mentre il terreno posto all’ombra naturale di un piccolo albero di olivo ha registrato 29,0 °C.

L’igro-sensore esterno, posizionato sotto l’alberatura adiacente e investita dal fenomeno di drift della nebulizzazione, ha registrato un’umidità relativa compresa tra il 66% e il 67%.

Infine, il tester EMF, utilizzato per verificare il campo magnetico a quota utente, ha registrato un valore di 0,00 µT, indicato come “Safe”, senza evidenziare anomalie o dispersioni elettromagnetiche riconducibili all’impianto.

La replica del Municipio V:

“Come spiegato il giorno dell’apertura, gli arbusti devono crescere e andare a formare il tetto verde. L’ulivo posizionato al centro della struttura è parte integrante della stessa. – Spiega l’assessore all’Ambiente, Verde pubblico, Ciclo dei rifiuti, Edoardo AnnucciI nebulizzatori riducono le temperature da 3 a 5 gradi nella fase in cui sono attivi, generando un primo sollievo che si sommerà a quello generato dall’ombra delle piante.

Rispetto ai fondi, la struttura non ha avuto un impatto diretto sulle casse capitoline, essendo stato usato un fondo per l’adattamento climatico del ministero dell’ambiente.

Il progetto ha visto coinvolti architetti, un dottore agronomo, tecnici dell’ufficio del verde municipale, del dipartimento tutela ambientale e dell’ufficio clima di Roma Capitale. Strutture analoghe sono già attive e pienamente efficaci in Francia e in Spagna. Conclude

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10 commenti su “L’effetto forno della pergola da 138mila euro a Centocelle: il test sul campo boccia la struttura “refrigerante”

  1. Non conoscendo molte persone alte 2,5m potreste pubblicare anche le misure a 1,7 m e, magari, a 1m in varie condizioni di ventilazione?
    Grazie

  2. Danno all’erario. Con 140.000 Euro, quanti alberi si sarebbero potuti piantare? Ricordo a tutti che le vie del quartiere Centocelle pur avendo per la stragrande maggioranza nomi di alberi, è uno dei quartieri con meno alberi in tutta Roma. E’ ora di sostituire quest’amministrazione. Con il clima sempre più torrido è prioritario un piano straordinario di pianificazione e introduzione di zone verdi sempre più estese.

  3. Con tutto questo sperpero di denaro, sarebbe stato possibile realizzare zone d’ombra molto più utili lungo i marciapiedi che normalmente le persone utilizzano per spostarsi, garantendo anche lavoro per il personale che, nel tempo, si dovrebbe occupare di manutenere questa vegetazione e mantenerla sempre sana ed in sicurezza. Ma di che parliamo? L’amministrazione capitolina pensa solamente a fare inutili piste ciclabili all’insegna del “ti è piaciuta la bicicletta? E mò pedala!”

  4. Egregio sig. Davide, plantumare degli alberi per fargli fare la stessa fine di quelli di piazza Risorgimento, (si stanno seccando anche gli ultimi, quelli messi a fine luglio…) è un atto contro la natura stessa!! Purtroppo senza un servizio giardini serio e un assessore attento… abituiamoci al caldo! In attesa di nuove elezioni a Roma.

  5. Sono andati a fare un test ad una struttura non completata. Un attacco gratuito a questa amministrazione. Possibile che non riescano a trovare nulla contro Gualtieri ? Sono loro ad essere cretini o Gualtieri è proprio bravo ?

  6. Ovviamente piantare alberi, e con 140000 euro se ne potevano piantare veramente tanti, e meno roboante. Per me che ho votato questa amministrazione e’ veramente triste.

  7. Mi sembra che i dati emersi dalle rilevazioni effettuate con strumenti tarati allo scopo siano impietosi e le temperature rilevate corrispondono a verità.E’ evidente che siano stati quindi spesi soldi che potevano essere dirottati verso altre criticità.

  8. Questi interventi sono solo propaganda pre -elettorale da diffondere sui social. Nella realtà si continuano a tagliare alberi che hanno impiegato decine di anni a crescere per sostituirli con zeppetti inutili che spesso muoiono perché abbandonati al loro destino. Per non parlare di altri interventi discutibili di “riqualificazione” del verde nel nostro municipio. C’è molto da rivedere su come la periferia di Roma viene amministrata.

  9. L’intelligenza artificiale commenta l’efficacia in questo modo: L’idea di usare le pergole bioclimatiche nelle città come soluzione al clima urbano è spesso considerata poco efficace o inadatta rispetto al verde vero e proprio. A differenza degli alberi maturi, che offrono un reale raffrescamento tramite evapotraspirazione e assorbimento di CO2, una struttura artificiale in alluminio non riduce l’isola di calore urbana, limitandosi a creare una semplice zona d’ombra circoscritta.

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