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Livia Ottolenghi alla guida dell’UCEI: è lei la nuova Presidente

Docente alla Sapienza e già assessora alla Scuola dell'Unione, succede a Noemi Di Segni. Eletta a maggioranza assoluta, guiderà una giunta rappresentativa di tutte le realtà ebraiche italiane

Si apre una nuova fase per l’ebraismo italiano. Livia Ottolenghi è stata eletta presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, succedendo a Noemi Di Segni, che ha guidato l’ente per due mandati consecutivi, negli ultimi nove anni.

Romana, 63 anni, docente universitaria alla Sapienza Università di Roma, Ottolenghi assume l’incarico in un momento particolarmente delicato, segnato da tensioni internazionali e da un rinnovato dibattito pubblico sui temi della memoria, della sicurezza e del contrasto all’antisemitismo.

Il profilo: accademia e formazione al centro

Professoressa ordinaria di Odontoiatria e Protesi Dentaria, Ottolenghi affianca a una solida carriera accademica un lungo impegno nelle istituzioni ebraiche.

Negli ultimi anni ha ricoperto l’incarico di assessora alla Scuola e all’Educazione dell’UCEI, con delega alle politiche giovanili e alla formazione.

Un ambito strategico, soprattutto in una fase in cui le comunità sono chiamate a investire sulle nuove generazioni e sul rafforzamento dell’identità culturale.

La sua elezione, maturata nell’ambito della lista Habait, viene letta come il tentativo di costruire una sintesi tra le diverse sensibilità presenti nel Consiglio dell’Unione, puntando su una governance inclusiva e orientata al dialogo interno.

La squadra di governo

Accanto alla nuova presidente siederà una Giunta composta da esponenti di primo piano delle comunità locali.

Vicepresidenti saranno Milo Hasbani e Monique Sasson. Completano l’esecutivo Rav Ariel Di Porto, Paolo Gnignati, Davide Romanin Jacur, David Menasci, Alessandro Sermoneta e Alex Zarfati.

Una squadra che riflette la pluralità territoriale e culturale dell’ebraismo italiano, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra le diverse comunità.

Le reazioni della politica

L’elezione è stata salutata con messaggi di auguri dalle istituzioni nazionali e capitoline.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la volontà di mantenere una collaborazione stretta con l’UCEI, in particolare sul fronte della lotta contro ogni forma di antisemitismo.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha auspicato continuità nel dialogo istituzionale costruito negli anni precedenti.

Dal Campidoglio, il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso fiducia nell’autorevolezza della nuova presidente, sottolineando il ruolo centrale della comunità ebraica nella vita civile della Capitale.

Le sfide del nuovo mandato

La presidenza Ottolenghi si apre in un contesto complesso, in cui le comunità ebraiche italiane sono chiamate a confrontarsi con temi sensibili: la tutela della memoria della Shoah, la sicurezza dei luoghi di culto e delle scuole, il dialogo interreligioso e l’integrazione.

Sul tavolo anche il rafforzamento dei percorsi educativi e il coinvolgimento dei giovani, terreno sul quale la nuova presidente ha già maturato un’esperienza significativa.

Un cambio al vertice che segna continuità istituzionale ma anche l’avvio di una nuova stagione, con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’UCEI come interlocutore centrale nel rapporto tra comunità ebraiche, Stato e società civile.


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