“Lo Sport delle Donne” di Matteo Simone

Il nuovo libro dello psicologo e ultramaratoneta presentato l’8 marzo
Aldo Zaino - 18 Marzo 2019

Il poeta, psicologo e ultramaratoneta non poteva scegliere una data migliore dell’otto marzo festa delle donne, per invitare amici, sportivi e simpatizzanti presso un bar di via Olevano Romano, alla presentazione della sua nuova opera dal titolo “Lo Sport delle Donne”.

La saletta accogliente e adornata per l’evento del nuovo bar è riuscita a contenere a malapena tutte le persone che sono intervenute, nella maggior parte donne, ma anche tanti uomini perché al di là dalla presentazione del libro si sa che gli incontri organizzati da Matteo Simone sono sempre interessanti e istruttivi. Infatti, con le sue esperienze e virtù intellettive, riesce sempre a trasformare l’evento in una conferenza, in un dibattito con i suoi ospiti.

La moderatrice: l’atleta-ingegnera Alessandra Penna; le relatrici: Anna Giunchi (Psicologa Preparatore atletico), Francesca Boldrini (Podistica Solidarietà/Associazione “ Spiragli di Luce”), Laura Muriani (Podistica Solidarietà). Fra i presenti: Aurelia Rocchi che percorrendo 160,060 km è la vincitrice della 24h di corsa a piedi a Lavello; Iolanda Cremisi e Gian Paolo Sobrino coppia di ultrarunner, Mauro Mangolini, Andrea Di Somma, Fabio Giancarli della società la Sbarra & I Grilli, Massimo Castellano e Domenico D’Urso della Podistica Solidarietà, Domenico Cerini e Franco Lipoli della Podistica 2007 Tor Tre Teste, Valentina Pici e altri ultramaratoneti.

Solo qualche minuto di ritardo in attesa degli ultimi arrivati a causa dello sciopero dei mezzi pubblici dell’8 marzo dopo di che Matteo Simone con il suo timbro di voce pacato ha salutato gli ospiti è ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinto a scrivere il suo ultimo libro “Lo Sport delle Donne” con la bella prefazione del Prof. Vincenzo Prunelli. “Ha senso – ha affermato Simone – continuare a credere, la donna fragile, arrendevole, da proteggere, capace di grosse prestazioni? È il caso di dire di no, prosegue l’oratore, nello sport in genere ci sono grandissime atlete, ma lo sono diventate perché lo hanno deciso. Ogni donna scopre ciò che ha di potenziale, gioca con i mezzi che possiede e ottiene il massimo delle proprie possibilità, tante o poche che siano”.

In seguito oltre ad altri temi del libro presi in esame c’è stato un lungo e interessante dibattito come solitamente avviene in queste occasioni. Un partecipante ha chiesto a Matteo: perché secondo lei, le donne nello sport iniziano a ottenere una migliore risposta sportiva rispetto all’altro sesso? La risposta: il motivo principale è che le donne sanno sopportare maggiormente il dolore e il sacrificio ma anche perché come si suol dire “ il sesso debole” a differenza degli uomini ascolta di più i consigli dei preparatori atletici.

Un altro ospite ha confermato il concetto sostenuto da Simone e cioè: il rapporto uomo-donna nelle corse podistiche si sta quasi equiparando, su qualsiasi distanza: 10, 21, o di 42 km il massimo distacco fra uomo e donna è ormaidi pochi minuti.

Un’ultramaratoneta, nel suo breve intervento ha confermato i tanti principi che Matteo lancia nei suoi messaggi, asserendo che lo sport allunga la vita, offre l’occasione di provare le proprie capacità e confronti con i coetanei, inoltre favorisce l’aggregazione e il sostegno comune. La podista, nell’ultimare il suo intervento, ha raccontato ai presenti la sua esperienza: “in ogni occasione in cui ho partecipato a una gara di lunga distanza, non sono stata mai lasciata sola, al mio fianco ho avuto sempre un amico/a che mi ha sostenuto durante tutto il percorso”.

L’incontro con Matteo Simone è terminato dopo due ore, e mentre gli ospiti gustavano l’immancabile buffet, qualcuno ad alta voce ha esclamato: “ragazzi come passa velocemente il tempo quando si è in compagnia  del nostro amico scrittore”.


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