L’XI municipio ripropone il Bilancio partecipativo anche nel 2009

Nonostante il Comune non dia garanzie sui fondi che potranno essere utilizzati in sede locale
di Mauro Carbonaro - 3 Marzo 2009

“Il Comune non ci da garanzie sui fondi che potremo utilizzare, tagliando le gambe ai progetti nel 2009: continueremo in ogni caso nell’anno in corso le riunioni con i residenti per dar vita a nuove forme di bilancio partecipativo”

Anche nel 2009, il Consiglio dell’XI Municipio, ha deciso di riproporre, per il quinto anno consecutivo, il Bilancio Partecipativo.

“Nonostante le difficoltà di programmazione e progettazione che dovremo affrontare per il 2009, abbiamo deciso ad ogni modo di continuare l’esperienza significativa del Bilancio Partecipato, nel segno della continuità”. Le parole sono del presidente del municipio, Andrea Catarci, durante l’assemblea pubblica di presentazione dello scorso 17 febbraio nella sala consiliare di via Benedetto Croce.

Negli ultimi 5 anni il Bilancio Partecipato è stato lo strumento di democrazia diretta, con il quale i cittadini hanno potuto decidere, insieme al Municipio Roma XI, l’utilizzo delle risorse economiche del bilancio. Il Bilancio Partecipativo è stata reso possibile dalla trasformazione statutaria dei vecchi quartieri, che li ha resi autonomi su alcuni settori di spesa, dotandoli di una giunta esecutiva. Nel 2003 l’attivazione del processo è stata caldeggiata da vari movimenti della società civile e reso poi possibile da una forte volontà politica del Presidente, all’epoca Massimiliano Smeriglio.

Un processo stimolante, nato nella fine degli anni ’80 in Brasile nella città di Porto Alegre, divenuto poi oggetto di dibattiti e sperimentazioni in moltissime città dopo il 2001.

“Stiamo portando avanti un percorso con i cittadini del quadrante che possa avvicinare gli stessi all’amministrazione pubblica e la politica, provando a cambiare le relazioni tra le parti. Il 2009 però sarà un anno diverso, dove dovremo cominciare a rivedere forme e tempistica”. Le parole di Catarci nell’assemblea pubblica, insieme al consigliere Donato Mattei, hanno illustrato le innovazioni e le linee di continuità del percorso partecipativo, aggiornate con l’avvento del nuovo sindaco e dei nuovi regimi di spesa del comune, nella sua globalità.

“Il bilancio partecipato è stata una novità istituita nel municipio, nonostante non fosse una realtà accettata dall’intero consiglio. Si tratta di una prassi non regolamentata, una realtà che però ci ha sempre riempito d’orgoglio, perchè per anni unica su Roma, ma che nell’anno in corso dovremo rivedere interamente. I municipi del comune di Roma lavorano con dei bilanci derivati. In questo scorcio di nuova consiliatura comunale, stiamo affrontando dei problemi di risorse, che ci rendono impossibili delle dettagliate previsioni di bilancio ed una seria progettazione per il 2009, nonostante, paradossalmente, Roma sta vivendo uno dei momenti più floridi a livello di economia grazie al prestito ponte concesso dal Governo di 500 milioni di euro, ai 10 milioni di euro concessi per “l’emergenza Rom” e alla deroga del patto di stabilità. Questa difficoltà è ancora più concreta se si pensa come il Comune, già dalle precedenti consiliature, non abbia mai voluto investire sulla partecipazione, in quanto difficile e molto spesso scomoda.”

Un’assemblea costruttiva, nel quale il presidente Catarci ha illustrato il percorso del 2009 del bilancio partecipato, che porterà alla luce i progetti solamente nel 2010, e nella quale si sono susseguiti molti interventi di cittadini parte attiva alle riunioni del bilancio partecipativo.

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Reazioni contrastanti quelle dei residenti: da una parte soddisfazione per un programma che nel corso degli anni ha permesso di toccare con mano la programmazione e la progettazione dell’XI municipio, ma dall’altra parte non sono mancate critiche nei confronti dei consiglieri, soprattutto per la prevalenza che alcuni quartieri hanno avuto nelle scelte decisionali finali.

“Abbiamo dovuto dare la precedenza su alcune scelte ai quartieri di Garbatella e Tormarancia perché fanno parte della città storica” commenta Catarci “non per altre ragioni di speculazioni o nostri particolari interessi. Dal canto nostro la garanzia è che tutte le scelte vengono ponderate e pesate in ugual maniera, cercando, nei prossimi anni, di avviare grandi progetti, come quello che nei prossimi mesi ci attende nella zona di viale Ballarin”.


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