Manifestazione a San Basilio per commemorare Ennio Lupperini

I cittadini chiedono legalità e attenzione. Assenza delle istituzioni all'iniziativa
Enzo Luciani - 26 Settembre 2011

Grande successo e partecipazione al presidio organizzato dall’associazione ‘San Basilio Bene Comune’ domenica alle 11, in piazzale Recanati, per commemorare Ennio Lupperini, l’anziano morto giovedì scorso dopo essere stato investito dall’uomo che aveva scippato la moglie. 

"L’ultimo tragico atto di violenza in questo quartiere spinge tutti noi cittadini a dare una risposta civica, solidale e determinata – avevano scritto gli organizzatori – stringendoci attorno alla famiglia di Ennio e affermando il diritto ad essere ascoltati dalle istituzioni"affermano gli organizzatori che si sono uniti agli slogan ‘Libera San Basilio, libera Roma’ e ‘San Basilio si anima, non si rassegna!’.

"Il degrado sociale che in questo quartiere porta all’emarginazione di molti abitanti, i tagli finanziari alle politiche sociali, abitative, scolastiche, culturali e sulla sicurezza ci rendono tutti piu’ poveri e piu’ insicuri. Scendiamo in piazza – concludono i promotori – perche’ vogliamo affermare i bisogni del quartiere e urlare la nostra indignazione per l’abbandono di San Basilio, la nostra casa. Non vogliamo essere terra di nessuno, vogliamo sentirci anche noi romani".

Domenica c’erano tantissimi cittadini, associazioni, c’erano i sindacati e le forze politiche del Pd e Sel, entrambi con le sedi di Roma, del Lazio e del V municipio”. Ma mancavano le istituzioni: non c’era Alemanno e nemmeno il presidente del V municipio, Ivano Caradonna. Un’assenza che si è fatta sentire.  

Gli abitanti di S. Basilio, che hanno manifestato ieri a piazza Recanati – scrive in una nota Sel – chiedono con forza maggiore presenza delle istituzioni, per mettere fine al degrado sociale e urbano che rende tutti “più poveri e più insicuri”. Ma il Sindaco Alemanno e il suo delegato alla sicurezza Ciardi fanno finta di non capire, l’uno invocando poteri di ordinanza che gli consentano ulteriori misure repressive contro i reati di strada, incluso il “vagabondaggio molesto” (?), l’altro strumentalizzando l’iniziativa di associazioni e cittadini per attaccare la “sinistra parolaia e salottiera”.

Ricordiamo a tutti a due che le loro ricette sulla sicurezza stanno fallendo miseramente. A S. Basilio, come in altre periferie di Roma, mancano lavoro, abitazioni decenti, spazi per la cultura e la socializzazione, opportunità per i giovani, soggetti a una dispersione scolastica altissima; mancano presidi socio-sanitari, cura e manutenzione del territorio, interventi per la mobilità. Se non si affrontano questi problemi, il lavoro delle forze dell’ordine rischia di essere inutile, perché la criminalità si nutre del disagio sociale ed è pronta a offrire un reddito a chi si vede negata ogni altra alternativa. Ma Alemanno, a quanto pare, non presta grande attenzione a una semplice constatazione di buon senso. Se a S. Basilio aprirà un centro culturale, è grazie al finanziamento e alla messa in cantiere della precedenti amministrazioni regionali e comunali di centro-sinistra; se sono arrivati servizi innovativi come il wi-fi è grazie alla Provincia di Roma; se vi sono progetti socio-culturali è grazie alle scelte fatte in passato dal V Municipio, che purtroppo, però, negli ultimi mesi non ha brillato per presenza, visto che il Presidente Caradonna è commissariato di fatto dalla destra: ad oggi, l’amministrazione municipale non ha ancora messo a bando una risorsa importante, di 110.000 euro, stanziata dalla precedente Giunta di centro-sinistra del Lazio e destinata ad attività socio-culturali a S. Basilio. Sarebbe gravissimo perderla per inerzia amministrativa.

Da parte sua la Giunta Alemanno ha invece spostato altrove i fondi pubblici esistenti per il prolungamento della metro B, affidandone la realizzazione a un project financing che porterà nuove colate di cemento lungo la Tiburtina, mentre da tre anni la stessa Giunta non assegna alcuni spazi comunali a piccoli negozi vincitori di bando, oltre che alle associazioni e ai progetti che lavorano sul territorio. Insomma, a parte i proclami sulla sicurezza, Alemanno non ha in programma nulla per affrontarme il disagio sociale del quartiere, come di altre periferie romane. Ci vorrebbe invece un piano straordinario per S. Basilio e per gli altri quartieri dove è alto il disagio sociale, per dare risposte in termini di lavoro, welfare, diritto all’abitare, cura del territorio e opportunità socio-culturali: ma dubitiamo che la destra abbia questi progetti. Perciò, occorre mandarla a casa.


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