Manovra anticrisi: un massacro per inquilini e proprietari prima casa

SUNIA APU di Roma: 'Si colpiscono solo i più deboli che già non riescono a pagare l’affitto o le rate di mutuo'
Enzo Luciani - 21 Luglio 2011

Dalla manovra anticrisi del governo deriva un massacro per inquilini e proprietari della prima casa. Secondo Cafiero Tomei del SUNIA APU di Roma è quanto emerge da una analisi dei contenuti
della legge di conversione del decreto 98 effettuata dal Sindacato degli inquilini Sunia e dall’APU (Associazione proprietari utenti).

"In particolare – prosegue Tomei – la misura, contenuta nel maxi emendamento presentato dal Governo, che prevede una riduzione secca e lineare dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale
del 5% per il 2013 e del 20% per il 2014, taglierà tutta una serie di agevolazioni per l’inquilino ed il proprietario della prima casa, ancora di più se ha un mutuo da pagare. Questo l’elenco dei tagli che li riguardano:
– le detrazioni per gli inquilini con redditi inferiori a 15mila euro ed a quelli con un reddito tra 15mila e 31mila;
– le detrazioni per l’inquilino lavoratore fuori sede con redditi inferiori a 15mila e 31mila;
– la detrazione per l’inquilino giovane di età inferiore a trent’anni con nuovo contratto di locazione ed un reddito inferiore ai 15mila euro;
– la detrazione dei canoni di locazione degli alloggi per i genitori degli studenti fuori sede;.
– le agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano in regime di canoni concordati, il cui taglio rende ancor meno appetibile l’utilizzo di questo contratto che è l’unico che garantisce affitti più sopportabili
per l’inquilino;
– la detrazione sugli interessi dei mutui prima casa;
– sarà reintrodotta l’Irpef sulla prima casa nella misura del 5% della rendita catastale nel 2013 e del 20% nel 2014;
– la detrazione per compensi alle agenzie per l’acquisto della prima casa.

Una serie di agevolazioni – incalza Tomei – che già in buona parte erano insufficienti ed ora vengono ulteriormente ridotte con il risultato di colpire i cittadini più deboli come gli inquilini con bassi redditi, la stragrande maggioranza degli oltre 3milioni di inquilini privati, o i proprietari con la casa ancora da pagare, a cui si riducono le agevolazioni sul mutuo e si reintroduce l’Irpef sulla prima casa. Oltre a queste misure si tagliano tutta una serie di agevolazioni indirizzate alla riqualificazione energetica e funzionale degli edifici che hanno dato buona prova di sé in termini di recupero dell’evasione e qualità degli interventi.

Se a queste misure – prosegue Tomei – si aggiungono il ventilato ulteriore taglio del fondo di sostegno alla locazione, che passerebbe dagli oltre 300 milioni di euro del 2000 (anno della sua introduzione) a circa 9 milioni, con un ulteriore taglio ad una previsione per il 2011 già ridicola, e l’introduzione, con il federalismo municipale, della cedolare secca che regala alla proprietà più ricca un miliardo e mezzo di euro, appare con tutta evidenza il segno antipopolare della manovra, che colpisce esclusivamente la parte più debole della popolazione e non tocca, se non in modo assolutamente
marginale, i grandi patrimoni e la rendita".


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