Martinelli: “Lotteremo per i diritti delle società”

Il presidente FIPAV Roma: “Ora ripartiamo insieme come una famiglia"
Aldo Zaino - 12 Luglio 2020

Claudio Martinelli non si arrende, anzi rilancia. La pallavolo del Comitato Fipav Roma riparte dai numeri, dall’impegno e dalla passione dimostrata dalle oltre 250 società del territorio che sono pronte per riallacciare il filo con le emozioni dello sport giocato. “Questo stop forzato ci ha messo in grande difficoltà – racconta il presidente – ma se mi guardo intorno non posso che pensare a un futuro che ci vedrà ancora protagonisti”.

Presidente, come ha vissuto il lockdown e la fine della stagione 2019-20?

“Con grande amarezza. Non eravamo abituati a restare senza eventi da marzo a giugno. Penso alle finali dei campionati giovanili, al Memorial Favretto, alle feste di fine stagione, al Torneo Appio e a tutte le emozioni che avremmo vissuto sui campi”

Che tipo di lavoro ha fatto il CT Roma in questi mesi?

“Abbiamo cercato di rimetterci in carreggiata, di organizzare la prossima stagione e di rimanere sempre in contatto con le società. Tra telefonate personali e videoconferenze abbiamo voluto ascoltare il territorio, cercando di capire le problematiche per risolverle nel più breve tempo possibile. Dalle tasse gara agli interventi sul settore giovanile la FIPAV ha stanziato quasi 5 milioni di euro per il movimento. Significa un notevole risparmio per i club. Molte delle decisioni prese sono state proposte proprio dalle nostre società di base. Ci siamo fatti portavoce del movimento e lo abbiamo fatto anche con le istituzioni politiche, da Roma Capitale alla Città Metropolitana fino ad arrivare alla Regione”

Quali aspetti l’hanno soddisfatta maggiormente?

“Le tante attività organizzate dai club per mantenere viva la passione. Grazie ai social e agli strumenti che oggi ci offre la tecnologia è stato possibile fare allenamenti, contest, eventi e iniziative online. Fatemelo dire: sono sempre più orgoglioso delle società di Roma, Rieti e rispettive province. I bambini e i giovani hanno riposto in noi tanta fiducia, non potevamo deluderli. E con l’occasione ringrazio anche tutti i Consiglieri del Comitato che mi sono stati vicini in questi mesi difficili, il loro lavoro è stato davvero prezioso”.

I più piccoli hanno partecipato anche a un contest organizzato dalla FIPAV Roma “Disegna la vittoria: spike il virus, ho voglia di tornare in palestra”. È stato un grande successo.

“Sì ed è stato incredibile vedere quanto impegno e dedizione abbiano messo i piccoli in quei disegni, pieni di colori e speranze. Siamo riusciti a coinvolgerli, grazie sempre alle società, alimentando il loro entusiasmo che non si è mai placato nemmeno durante il lockdown”.

A proposito di bambini, le società si chiedono: il Memorial Favretto quando ci sarà?

“Stiamo ragionando sulla possibilità di renderla una festa con cui iniziare la nuova stagione, già a settembre. La festa del Volley S3 in memoria di Franco Favretto, presidente della FIPAV Roma che ha lasciato un incredibile ricordo in tutti noi, sarà il simbolo della rinascita della pallavolo capitolina. Lo sport deve dare speranza e gioia. Vedremo come e dove collocare la festa a cui partecipano sempre 5-6 mila bambini, se nella solita location ai Fori Imperiali oppure altrove. Franco diceva sempre che bisogna occuparsi dei piccoli per creare una società migliore. Quell’insegnamento non l’abbiamo mai dimenticato”.

Novità per la prossima stagione?

“Stiamo organizzando i nuovi campionati che partiranno più tardi rispetto al solito, penso soprattutto alle Divisioni. C’è anche il problema delle palestre scolastiche, ci stiamo battendo affinché vengano utilizzate per fare sport e non per le lezioni come aule. Lo sport a scuola è fondamentale per il benessere fisico dei giovani, per la loro socialità e per dare un futuro anche alla pallavolo. La maggior parte delle nostre realtà lavora in queste strutture, estrometterle significherebbe sgretolare il nostro mondo. Restiamo ottimisti, ma difenderemo i diritti dello sport di base”.

Anche il Trofeo dei Territori, previsto inizialmente ad aprile, andrà collocato. Quando?

“Il Trofeo dei Territori, che quest’anno avrebbe organizzato la FIPAV Roma, ci sarà non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno. Stiamo pensando di inaugurare la stagione giovanile con questo evento. Vogliamo far vivere ai ragazzi e alle ragazze del CQT questa esperienza indimenticabile”.

Molte famiglie potrebbero rinunciare allo sport per motivi economici. Come sosterrete le società sportive per far fronte all’emergenza?

“Ognuno dovrà fare la sua parte, ognuno ha perso qualcosa da questa pandemia. Come Comitato siamo intervenuti restituendo le tasse delle gare non godute, abbiamo aiutato le società informandole su tutte le possibilità di accedere a bonus, finanziamenti e fondi stanziati dagli organismi politici e sportivi. Molti chiederanno la restituzione delle mensilità delle iscrizioni. Alle famiglie dico: considerate nelle vostre valutazioni anche il grande lavoro sociale che svolgono le società. Sono realtà splendide che formano i giovani come atleti ma soprattutto come cittadini, uomini e donne con dei valori. A volte le realtà sportive si sostituiscono o affiancano le famiglie come agenzie educative e durante la pandemia non vi hanno mai lasciato soli. Sosteniamoci a vicenda, ne usciremo più forti tutti”.

Si è detto spesso che questa emergenza potrà renderci delle persone migliori. La pallavolo come può uscirne migliorata?

“Il passo in avanti che come pallavolo dovremmo fare è acquisire più forza e consapevolezza. Noi non facciamo solo sport per il benessere fisico, bensì alimentiamo una cultura sportiva che consente ai giovani di crescere con principi e sani valori. La pallavolo è lo sport con più laureati in Italia, è lo sport più radicato sul territorio. Non è solo un caso. Ecco, dovremmo farci riconoscere di più l’importanza di questo lavoro a livello politico e istituzionale, battere i pugni sul tavolo quando qualcuno ci lascia indietro. Noi esistiamo. Un mondo senza pallavolo è sicuramente un mondo più isolato, triste e malato”.


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