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Mistica: il parco non c’è. Però fiorisce un nuovo Centro Commerciale

Si chiamerà La Mistica, con 52 negozi e 2 mila posti auto il tutto su tre livelli e su un'area di 40.400 mq
di Enzo Luciani - 2 Novembre 2009

Dal sito della Larry Smith Italia apprendiamo che nell’area denominata La Mistica, tra il quartiere di Tor Tre Teste ed il Grande Raccordo Anulare, sorgerà entro la fine del 2011 (anche se poi raramente i tempi vengono rispettati) un centro commerciale denominato "La Mistica", prendendo nome dalla zona.

L’Ares 2002 Spa è la società proprietaria mentre la commercializzazione sarà affidata alla Larry Smith Srl. L’area totale sarà di 40.400 mq con 52 negozi e 2.000 posti auto il tutto suddiviso su 3 livelli. E’ previsto che il bacino d’utenza del centro commerciale La Mistica sarà di 373.822 abitanti.

La Larry Smith Srl in passato si è occupata a Roma del centro commerciale I Granai e più di recente di quello Roma Est (a Lunghezza-Ponte di Nona).

Nella costruenda struttura, ancora una volta nel VII municipio, si potranno trovare negozi di bricolage, elettronica Hi-fi, centro fitness, supermercato, magazzini tessili, calzature, articoli sportivi, ecc.

Ciò che lascia interdetti è che ad informarci dell’esistenza di questo importante ed impattante progetto sia stato un semplice commento ad un articolo rilasciatoci in forma anonima da un nostro lettore.

Possibile che nessuno, dal presidente ai consiglieri del VII municipio, quelli eletti nel 2006 e nel 2008, abbiano saputo nulla, e se sì, che non abbiano sentito il dovere di comunicarlo alla cittadinanza?

Perché continuano a piovere dall’alto cubature di cemento sul VII? Perché non viene fatto un elenco di tutte le cubature residenziali e commerciali che sono in procinto di piovere in quasi tutti i quartieri del VII e perché su questo non si svolge una benché minima consultazione, come ad esempio è stato fatto lodevolmente per il bilancio partecipato?

A cosa serve in questa area un nuovo centro commerciale? (Certamente non lo hanno richiesto né i cittadini, né i commercianti sempre più in procinto di chiudere bottega, a seguito della devastante proliferazione di centri commerciali).
Infatti non si contano più i grossi centri del commercio  tra la Collatina e la Casilina, come già accaduto nell’area Tuscolana, Anagnina. Mentre i tanti servizi che mancavano 10 anni fa continuano a mancare, eccezion fatta per la Metro C (quando sarà in funzione) e poco altro.

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Forse in questi ultimi mesi stiamo scoprendo un po’  le carte di questo ‘giochino’ edilizio: si costruiscono centri commerciali, in maniera assai agevole, poi li si tiene aperti fino a che il commercio tiene. Quelli che non ce la fanno chiudono e dopo un po’ di anni, magari sull’onda di "emergenze", tramite cambi di destinazione d’uso, li si riconverte in uffici in affitto ad enti pubblici (Asl, Agenzia delle Entrate, ecc.) oppure in pseudo abitazioni ammobiliate per alloggiarvi persone senza casa e sfrattati, offrendo loro una "casa/ufficio", che è certo meglio di niente, ma a quale prezzo per la collettività e in quale habitat? 
Perché, se servono case, non costruire delle case popolari degne, con finestre, balconi, cortili e non inquietanti vetrate a specchio da cui pendono panni sciorinati ad asciugare.


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