Modifiche Statuto di Roma: in XX Municipio le correnti nel PDL si spaccano

Il consiglio municipale vota a favore la revisione statuaria per introduzione quote rosa, ma alcuni consiglieri denunciano pressioni del Presidente
comunicato stampa - 8 Ottobre 2008

“L’ultima votazione nel consiglio del 20° municipio getta ombre sulla condotta del Presidente Gianni Giacomini e sulla coesione del PdL” è quanto dichiara in una nota Gioventù Italiana Roma.

“Secondo quanto confermato da alcuni consiglieri della maggioranza di centro destra, il Presidente Giacomini ha senza mezzi termini ingiunto ai suoi uomini il voto favorevole alla modifica ed integrazione dell’art. 27 dello Statuto del Comune di Roma, quella relativa la nomina dei componenti della Giunta Municipale.”

“Il concetto di modifica ed integrazione – prosegue la nota – è relativo alle quote rosa, totalmente assenti nella Giunta in questione, poiché l’art. 27 dello statuto del comune di Roma non contempla la partecipazione delle stesse come fa l’articolo 51 comma 1 della Costituzione che prevede, da parte della Repubblica, la promozione con appositi provvedimenti delle pari opportunità tra uomini e donne.”

“Nonostante la maggioranza di centro-destra fosse orientata a votare contro la modifica citata, alla fine è stata approvata in via consultiva attraverso le pressioni – denunciate da alcuni consiglieri del PdL – del Presidente di Municipio.

“E’ chiaro che tali pressioni sono motivate dalla necessità del presidente Giacomini di “premiare” ad assessore per i Lavori Pubblici la consigliera Clarissa Casasanta, la quale ha preparato il passaggio dalla quota An alla quota Forza Italia.

“Senza l’imposizione della quota rosa, a Giacomini, resterebbe difficile motivare ai suoi uomini la nomina della Casasanta al posto del presto dimissionario assessore ai LL.PP Daniele Marco Clarke (An), destinato probabilmente alla presidenza dell’Ama, e in questa maniera si troverebbe nella condizione di Ponzio Pilato: negherebbe ad An l’assessorato dovuto per consegnarlo, con le mani pulite, al neo acquisto rosa.”

“Metodi di cooptazione e intimidazione come questi – conclude il comunicato di Gioventù Italiana Roma –  tolgono al consiglio indipendenza nell’esercizio della democrazia e vanno denunciati”.


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