Monitoraggio ambientale del CNR a Malagrotta?

Un progetto per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, relativamente alla costruzione del gassificatore
di Maurizio Melandri - 11 Novembre 2009

Apprendiamo di un progetto (allegato), affidato dalla CO.LA.RI. al CNR, per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, relativamente alla costruzione del gassificatore di Malagrotta.

Come si legge sul documento: “Scopo di questa indagine è stato quello di definire il ‘grigio’ di riferimento della qualità ambientale prima della costruzione e quindi dell’attivazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica dal CDR prodotto negli impianti di ‘Malagrotta 1’ e ‘Malagrotta 2’ (mediante una centrale di gassificazione) in modo da consentire post operam una verifica degli eventuali impatti aggiuntivi prodotti.”

Bello! Come siamo contenti! E’ quello che andiamo chiedendo da anni, il monitoraggio completo della situazione della Valle Galeria, con un’analisi dell’aria, del suolo e delle acque che definisca la condizione nella quale verrà a collocarsi questo gassificatore.

E’ da tempo che andiamo chiedendo l’istituzione di un Osservatorio Ambientale Permanente per Malagrotta e la Valle Galeria; una struttura di consultazione continua e sistematica fra ARPA (che dovrebbe coordinare) e ISPRA, ENEA, CNR, Ist. Sup. di Sanita’, X Dipartimento, Assessorato Ambiente della Regione e NOE dei Carabinieri, con la partecipazione di esperti indicati da noi.

Il XVI Municipio, ormai molto tempo fa, si era impegnato sostanzialmente proprio in questo senso; proponendo la Consulta Ambientale per Malagrotta in una riunione alla quale aveva invitato i Comitati territoriali e le Associazioni Ambientaliste, La Rete Regionale Rifiuti del Lazio, i Presidenti di Commissione e gli Assessori all’Ambiente di Comune e Provincia, l’ARPA, e perfino Cerroni.

Poi tutto è stato insabbiato e non se ne è fatto più nulla.

Ora invece scopriamo che qualcosa è andato avanti e che un progetto di monitoraggio è stato fatto. Peccato non averlo saputo prima, peccato apprendere la notizia così in ritardo.

Però, a parte che qualche dubbio diventa legittimo rispetto al fatto che il committente dello studio sia uno dei potenziali (?) inquinatori e non le Istituzioni preposte alla difesa della salute dei cittadini, pur non avendo un controllo del territorio tipo ronde che girano, non mi sembra ci sia stato qualcuno nella zona intorno a Malagrotta, che abbia potuto vedere girare né “…analizzatori trasportati su un mezzo mobile..”, né tantomeno “…analizzatori automatici in cabine di ricovero fisse” nel periodo gennaio-luglio di questo anno.

Adotta Abitare A

“…da domani l’ARPA avrà a disposizione tutti i mezzi necessari a monitorare la Valle Galeria..” aveva tuonato l’ex Governatore del Lazio il 20 luglio 2007. Ovviamente non è mai avvenuto e l’ARPA ha potuto contare solo su una centralina mobile prestata dalla Provincia. Malgrado ciò ci ha fornito i dati di oltre sei mesi di rilevamenti, dai quali non sono emerse particolari rilevanze soprattutto per l’ubicazione infelice della centralina, in una posizione defilata rispetto ai venti prevalenti, come si può dedurre dagli stessi dati forniti dall’ARPA.

Ora attendiamo fiduciosi che il CNR e/o la CO.LA.RI. ci forniscano i risultati di questa fantomatica campagna di rilevamenti. In caso contrario saremmo autorizzati a pensare ad un’operazione di facciata, volta a dare una qualche parvenza di copertura tecnica alle inopportune autorizzazioni concesse così facilmente da Marrazzo.

Certo è difficile pensare che il CNR si sia prestato a questo giochino; epperò, sempre leggendo nella descrizione del progetto troviamo: “…si prevede che l’impianto, complessivamente, porterà ad una diminuzione dei carichi inquinanti e quindi ci si aspetta una, seppur minima, riduzione delle concentrazioni.” che la dice lunga su quali fossero le finalità ultime del progetto stesso.

Non si capisce da dove il CNR tragga questa previsione, visto che l’impianto è sperimentale, e che le uniche due esperienze di impianti analoghi hanno prodotto i clamorosi fallimenti di Verbania, sul Lago Maggiore nel 1999, e di Karslruhe, in Germania nel 2004.

Forse più che di una previsione, di un giudizio tecnico, si tratta di un auspicio atteso dal committente. Tanto atteso da rendere superflui i rilevamenti….

Evidentemente è ben altro quello che il Comitato Malagrotta e le associazioni Ambientaliste si aspettavano. Non un monitoraggio autarchico, a proprio uso e consumo di Cerroni; ma la costituzione di un soggetto terzo, plurale e scientificamente credibile sul quale poter fare affidamento.

Elemento essenziale del monitoraggio richiesto doveva comunque essere l’evidenza pubblica delle analisi delle emissioni in atmosfera, con trasmissione in tempo reale e in continuo dei risultati su un sito web dedicato, consultabile pubblicamente senza interruzioni. Sito sul quale riportare anche le analisi delle acque e del terreno, ottenute con le forme più appropriate di analisi da parte dell’Osservatorio Ambientale Permanente.

 L’Allegato

Monitoraggio Ambientale nell’Area Circostante l’Impianto per la Produzione di Energia Elettrica dal CDR Prodotto negli Impianti di “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2”, Mediante una Centrale di Gassificazione

Committente: CO.LA.RI.

Periodo: Gennaio 2009 – Luglio 2009 Coordinatore: Mauro Rotatori

Introduzione
Nel quadro dell’esecuzione dei lavori di costruzione e gestione dell’impianto per la produzione di energia elettrica dal combustibile derivato da rifiuti (CDR) prodotto negli impianti di “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2”, mediante una centrale di gassificazione, e degli adempimenti previsti nello Studio di Impatto Ambientale approvato dalla Regione Lazio, è stato effettuato un monitoraggio “ante operam” e “post operam” per la determinazione dello stato ambientale nell’intorno dell’impianto.

Descrizione del Progetto
L’attività si riferisce alla valutazione dell’inquinamento atmosferico relativamente alla costruzione di un impianto per la produzione di energia elettrica mediante combustione di CDR nel sito di Malagrotta (Roma) a seguito della richiesta della CO.LA.RI. L’attività e le campagne di monitoraggio sono programmate sulla base delle indicazioni contenute all’interno del documento di Valutazione d’Impatto Ambientale e delle eventuali integrazioni.

In riferimento alle caratteristiche dell’impianto, vi è da aspettarsi che la concentrazione della maggior parte degli inquinanti sia contenuta entro i valori già osservati in diverse altre campagne eseguite nell’area di Malagrotta. Infatti, si prevede che l’impianto, complessivamente, porterà ad una diminuzione dei carichi inquinanti e quindi ci si aspetta una, seppur minima, riduzione delle concentrazioni. La valutazione dell’inquinamento sarà effettuata quindi mediante analizzatori automatici in cabine di ricovero fisse. Tale schema generale avrà il supporto di misure effettuate con analizzatori trasportati su un mezzo mobile, strutturalmente analogo alle cabine di misura. Questo schema ha però insiti due problemi di tipo strutturale:

A i criteri di localizzazione delle stazioni fisse;
B la scarsa capacità della rete a rappresentare la distribuzione spaziale degli inquinanti.

Per quanto riguarda il punto A, le stazioni vengono normalmente dislocate in siti la cui identificazione è guidata da considerazioni di natura logistica. Molto spesso, a queste considerazioni di tipo pratico, non si accompagnano elementi di conoscenza della reale distribuzione dell’inquinamento. Tale conoscenza porterebbe infatti ad ottimizzare la rete al fine di evitare misure in punti aventi caratteristiche simili oppure trascurare siti nei quali, invece, le misure potrebbero assumere una grande rilevanza ambientale.

Il punto B si ricollega al precedente in quanto, una volta dispiegata la rete di rilevamento, le misure si riferiscono solo ai siti di misura e la loro estensione ad altri siti non coperti dalla rete molto spesso assume carattere di arbitrarietà. L’estensione spaziale delle misure puntiformi potrebbe essere effettuata mediante modelli che comunque non si prestano ad essere utilizzati in un’area come quella di Malagrotta nella quale vi sono notevoli sorgenti emissive e nella quale la natura degli inquinanti emessi fanno prevedere la preponderanza di quelli secondari, ossia quelli generati da reazioni fotochimiche.
Questi aspetti del problema vengono risolti mediante l’appropriato impiego dei campionatori passivi che hanno trovato molto spesso importanti applicazioni nel settore della valutazione della qualità dell’aria.
Inoltre, nella pianificazione della campagna di misura come quella prevista, deve essere data enfasi anche alla parte che riguarda direttamente gli effetti dell’inquinamento in particolare sui sistemi biologici (biomonitoraggio). Le interferenze reciproche ed altri effetti di stress sui sistemi biologici impiegati per la valutazione, non hanno però consentito di sviluppare una metodica che avesse valenza di tipo quantitativo, per cui il biomonitoraggio rimane una tecnica di valutazione ad alto valore indicativo ma che non può comunque sostituire la valutazione ambientale effettuata mediante analizzatori ed altri metodi di valutazione basati su principi di natura chimico-fisica.

Obiettivi
Scopo di questa indagine è stato quello di definire il “grigio” di riferimento della qualità ambientale prima della costruzione e quindi dell’attivazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica dal CDR prodotto negli impianti di “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2” (mediante una centrale di gassificazione) in modo da consentire “post operam” una verifica degli eventuali impatti aggiuntivi prodotti.

Partecipanti
CO.LA.RI
Università “La Sapienza”
Terra Viva 

Roma, 9 novembre 2009


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