

Il Campidoglio: "Alcuni alberi sono stati potati, altri abbattuti per evitare crolli"
A Monteverde, le motoseghe continuano a ruggire, anche sotto un cielo primaverile che dovrebbe ormai tutelare la quiete degli uccelli e la vegetazione in pieno risveglio. Su viale dei Quattro Venti, nel cuore del Municipio XII, la guerra del verde non si è ancora placata. Anzi, si intensifica.
Operai incaricati dal Dipartimento Ambiente del Comune di Roma stanno procedendo con potature e abbattimenti che, secondo i residenti e le associazioni ambientaliste, minacciano non solo gli alberi – molti dei quali olmi ad alto fusto – ma anche l’identità storica e paesaggistica di uno dei viali più iconici del quartiere.
Eppure, le motoseghe non si sono fermate. Il Comune ha concesso una deroga, giustificata dalla necessità di mettere in sicurezza alberi ritenuti pericolanti.
Alcuni esemplari sarebbero infatti stati classificati in classe D di rischio, la più grave secondo la relazione tecnica ufficiale. “Alcuni alberi sono stati potati, altri abbattuti per evitare crolli“, ha comunicato il Campidoglio.

Ma il Gruppo d’Intervento Giuridico non ci sta. Il 19 maggio l’associazione ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, chiamando in causa anche i Carabinieri Forestali e il Ministero della Cultura. Il motivo? La mancanza – secondo loro – di autorizzazioni paesaggistiche e culturali.
“Viale dei Quattro Venti – spiega Stefano Deliperi, presidente del GrIG – è tutelato da vincolo culturale, essendo stato realizzato nel 1929. Eppure, non risultano autorizzazioni specifiche per gli abbattimenti in corso né comunicazioni che indichino situazioni di pericolo imminente tali da giustificare ordinanze urgenti“.
Secondo il GrIG, si tratterebbe di un intervento ordinario rientrante nel contratto di manutenzione del verde verticale del Lotto n.6, che interessa anche il Municipio XII. Ma se così fosse, perché abbattere alberi sotto vincolo senza i permessi previsti per legge?
La vicenda, nel frattempo, ha acceso gli animi nel quartiere. Dopo le proteste per le potature drastiche dei mesi scorsi, ora crescono le denunce per i tagli definitivi agli olmi, accusati di alterare il paesaggio urbano e compromettere la biodiversità.
Intanto, la richiesta dell’associazione è chiara: fermare i lavori, avviare un’indagine e, se necessario, ripristinare quanto danneggiato.
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