Nel Lazio si fa ancora troppo poco per gli amici a quattro zampe

Dall'indagine di Legambiente "Animali in Città" emerge che nella Capitale si investe molto ma è ancora alto il tasso di randagismo

Ancora poca l’attenzione per la gestione e la tutela degli animali nei capoluoghi del Lazio, secondo “Animali in Città”, l’indagine di Legambiente che valuta i servizi e le attività dei comuni capoluogo a favore degli amici a quattro zampe. Le amministrazioni comunali fanno poco per fermare il randagismo a fronte delle risorse economiche impiegate.Roma si piazza in 9° posizione su 15 grandi città con un punteggio di 30,84 su 100, Latina 35 esima su 44 fra le città medie con 28,75 e Frosinone in posizione 18 su 45 sulle piccole con 39,72. Viterbo e Rieti non sono inserite in classifica perché non hanno risposto al questionario.

cani randagiSaranno sempre troppi i cani e gatti che soffrono in strada a Roma se non si incentiva anagrafe e sterilizzazione degli animali d’affezione: unici risultati evidenti l’enorme sforzo per le adozioni, le difficoltà nella restituzione di cani ai proprietari e l’aumento dei costi per i cittadini. Latina poco meglio e qualcosa in più fa Frosinone che indica una buona media di cani restituiti o dati in adozione.

Roma è la città che spende di più in Italia, fra le amministrazioni che hanno risposto al questionario, dichiarando di investire 3,4 euro/cittadino. Latina spende 1,6 euro/residente e Frosinone 2 euro/residente.

“Secondo gli ultimi dati dell’anagrafe canina nazionale, il Lazio è una delle regioni con il maggior numero di cani “noti” rispetto ai cittadini, almeno uno ogni 10 abitanti con ben 550.489 cani, ma ancora si fa poco per i cittadini e i loro animali d’affezione – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – Aree cani, controlli, canili rifugio che attendono da tempo risposte, denotano che nella Capitale, ad un alto investimento pro-capite per gli amici a quattro zampe, corrisponde solo un mediocre risultato.

I romani vedono bene quanto gli operatori dei canili e i volontari – continua il direttore – facciano salti mortali per mantenere risposte decenti ai cittadini pur a dispetto della corsa ad ostacoli giornaliera a cui sono sottoposti. A Roma è urgente superare la situazione attuale – conclude Sacchi –  che vede uno stallo prolungato degli ultimi 5 anni sulla qualità delle politiche a servizio dei cittadini e dei loro amici a quattro zampe”.

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