«Non cancellate i pini»: a Piazza Cavour la protesta contro la loro progressiva sostituzione

Sit-in delle associazioni CURAA e SOS Roma a Piazza Cavour. Gli accessi agli atti incastrano il Campidoglio: abbattuti 9 pini con prove di trazione stabili, di cui due con voto "ottimo"

«Se il Comune lascia scomparire i pini, non perderemo soltanto degli alberi: perderemo il vero volto storico ed identitario di Roma». È il grido d’allarme e di denuncia sociale sollevato dalle associazioni CURAA (Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti) e SOS Roma, scese in piazza nel corso dell’assemblea pubblica svoltasi a Piazza Cavour per difendere il Pinus pinea, pianta monumentale e simbolo indissolubile della fisionomia urbanistica capitolina.

Nel mirino dei comitati e degli storici del paesaggio sono finite le linee guida del nuovo Piano del Verde e della Natura coordinato dall’agronomo Carlo Blasi.

Secondo quanto emerso dagli indirizzi strategici, il piano prospetta la progressiva sostituzione dei pini con esemplari di leccio man mano che i pini giungeranno a fine vita.

Una scelta bollata dai cittadini come un’operazione di vera e propria “cancel culture” ambientale, mirata a cancellare per sempre la silhouette alberata che incornicia i monumenti e le cartoline della città.

Lo scandalo dei Fori Imperiali: segati 9 pini risultati “stabili e saldi”

A rendere il quadro d’insieme ancora più opaco sono i documenti ufficiali sulle Relazioni tecniche dei pini dei Fori Imperiali, ottenuti dalle associazioni civiche attraverso la procedura di accesso agli atti.

Dalle schede delle “prove di trazione” (i test strumentali che misurano la tenuta delle radici e la stabilità del fusto di fronte alle raffiche di vento) è emersa una verità sconcertante:

Nove pini sono stati abbattuti nonostante fossero in perfetto stato di stabilità: le perizie attribuiscono a 2 pini il giudizio di stabilità “ottimo” ed agli altri 7 pini il giudizio di stabilità “buono”.

«Perché allora si è proceduto al taglio se non c’era alcun pericolo di crollo? Definire i pini “specie alloctona” sembra solo un pretesto speculativo per discriminare la pianta e scavalcare i vincoli di tutela del Ministero della Cultura», accusa Francesca Marranghello di CURAA.

A farle eco è lo storico dei giardini Prof. Mario Bencivenni (Vicepresidente di Italia Nostra Firenze): «I pini sono naturalizzati a Roma da oltre 3.000 anni. Le logiche amministrative e speculative stanno seminando deserti di piante secche. È un disastro etico, ecologico ed economico».

Cure negate e violazione del Decreto Ministeriale sulla cocciniglia

Mentre il motosega abbatte esemplari sani, parallelamente centinaia di pini aggrediti dal parassita della cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis) vengono abbandonati a se stessi, senza l’esecuzione dei necessari cicli di trattamenti endoterapici.

Un’omissione che viola apertamente il Decreto Ministeriale del 3 giugno 2021, che impone l’obbligo tassativo di prevenzione, cura e contrasto della malattia sia ai Comuni che ai proprietari privati.

Daniele Giannini (SOS Roma): «Roma non è Roma senza i suoi pini. L’articolo 9 della Costituzione ed il Codice dei Beni Culturali del 2004 tutelano il Paesaggio storico. Non si possono radere al suolo alberi sani in nome di una discutibile sostituzione di specie».

Jacopa Stinchelli (Presidente CURAA): «Il Comune smetta di considerare l’abbattimento come una politica di gestione del verde. Un pino malato non è una condanna a morte, ma un albero da curare. I pini non sono arredo urbano da sostituire a piacimento, ma patrimonio storico ed irrinunciabile dei cittadini».

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento