

È terminato in via Ancarano l’ultimo atto di un incubo durato mesi
Appostamenti, telefonate ossessive, pedinamenti. Un’escalation di violenza psicologica che aveva stravolto la quotidianità di una giovane ragazza, costretta a vivere barricata in casa, con la paura costante che lui fosse lì fuori, pronto a ricomparire. Una storia finita da tempo, ma che per lui – un 23enne romano – non era mai davvero finita.
È terminato in via Ancarano, nella periferia est della Capitale, l’ultimo atto di un incubo durato mesi. Lì, nel primo pomeriggio del 30 aprile, gli agenti sono intervenuti dopo la chiamata disperata della ragazza.
Il suo ex compagno, fuori di sé, stava tentando in ogni modo di entrare in casa. Aveva suonato, urlato, minacciato. Per quasi tre ore ha stazionato davanti al portone, senza andarsene.
È in quel momento che la giovane ha trovato la forza di dire basta e chiamare la polizia. Gli agenti sono arrivati in pochi minuti e lo hanno trovato ancora lì, agitato, determinato a non lasciarla in pace.
Lo hanno fermato e, dopo aver ricostruito quanto accaduto nelle settimane precedenti, lo hanno arrestato con l’accusa di atti persecutori.

Il racconto della ragazza è agghiacciante: telefonate continue, anche di notte, a lei e alla sua famiglia. Appostamenti sotto casa, tentativi di seguirla ovunque andasse, pressioni psicologiche sottili ma costanti, che l’avevano costretta a modificare le sue abitudini, chiudersi in casa, vivere nella paura.
Quella che era stata una storia d’amore durata tre anni si era trasformata in un incubo. Un’escalation tipica delle relazioni tossiche, dove il rifiuto non viene accettato e l’ossessione prende il sopravvento. Un copione tristemente noto, che troppo spesso sfocia in tragedia.
Questa volta, grazie al coraggio della giovane e al tempestivo intervento della polizia, la storia si è fermata prima. Ma resta l’amaro in bocca per una libertà che, per troppo tempo, le è stata negata. Ora la speranza è che la giustizia faccia il suo corso e che quella ragazza possa finalmente tornare a vivere senza voltarsi continuamente alle spalle.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.