

Continua la protesta degli attivisti contro lo sgombero del nosocomio romano
Gli occupanti dell’Ex Regina Elena manifestano in Campidoglio e occupano il tetto dei Musei Capitolini. Foto di Simone Ferraro / GMT
La protesta per lo sgombero dell’ex nosocomio romano Regina Elena, dopo due anni di occupazione e il suo ritorno all’Università La Sapienza come nuovo reparto di ematologia oncologica, non si è ancora risolto.
Tra la notte del 1 e del 2 settembre alcuni manifestanti hanno dormito sul tetto dei Musei Capitolini minacciando di rimanere lì fino a quando non passerà il blocco degli sgomberi e non si trovi un’adeguata sistemazione per le 366 persone di cui 92 bambini, che vivevano nell’ex ospedale oncologico perché senza casa.
il provvedimento preso dal Comune di Roma di alloggiare le famiglie occupanti in cinque strutture di accoglienza del Vicariato sembra non completamente riuscito.
Polemico in proposito anche il Consigliere Comunale del Pd, Dario Nanni: “La scelta della Giunta Alemanno di trasferire in zona Borghesiana alcune centinaia di persone che vivevano all’interno del regina Elena è l’ennesimo segnale di fallimento di questa Giunta sull’emergenza abitativa”.
“La sensazione – prosegue Nanni – è che anche in questa vicenda si sia voluto fare un favore a qualche amico, pagando profumatamente affitti per appartamenti che in questo periodo di crisi rimarrebbero inutilizzati”. “A farne le spese – conclude il Consigliere Comunale del Pd – sono i cittadini della periferia, in questo caso l’VIII Municipio, dove, invece di portare servizi ed infrastrutture si continuano ad adottare misure che non aiutano quei territori e neanche coloro che dovrebbero essere accolti, con il silenzio e la connivenza di chi governa oggi quel municipio”.
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