

All’Umberto Protocolli psico-educativi per pazienti bipolari e i loro familiari
Sono stati presentati il 24 aprile, al Consiglio Nazionale delle Ricerche, i Protocolli psico-educativi dedicati ai pazienti bipolari e ai loro familiari realizzati in questi mesi dal Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC). Il Servizio Psichiatrico, diretto dal prof. Massimo Biondi presso l’Umberto I Policlinico di Roma – Sapienza, Università di Roma, è impegnato da anni nel promuovere interventi finalizzati a recuperare i livelli iniziali di funzionamento globale della persona.
In Italia sono circa 2milioni le persone che soffrono del disturbo bipolare, disturbo che comporta alterazioni ciclico-periodiche dell’umore, tristezza e felicità che si presentano periodicamente amplificati e alternati a periodi di normalità e periodi di depressione.
La malattia bipolare coinvolge quindi mente e corpo ma, se diagnosticata bene e curata con attenzione, può permettere alle persone di tornare ad una vita normale.
Per il prof. Biondi “La vera cura comincia dopo la fase acuta” quando i pazienti devono essere supportati per prevenire ricadute e diventare protagonisti della propria malattia. “Facciamo per questo – prosegue Biondi – sedute di gruppo, diamo cioè una serie di presidi terapeutici che non sono solo farmaci ma dei veri e propri formati informativi, in cui vengono coinvolti anche i familiari, che possono comunicare al medico, in maniera tempestiva, i primi segni di ricaduta, scongiurando rovinose condizioni di acuzie della patologia”.
La ricerca dell’Umberto I è stata condotta da Massimo Biondi in collaborazione con Roberto Delle Chiaie, dirigente medico e psichiatra presso il Reparto SPDC del nosocomio romano.
E’ stato notato che “un Protocollo di 21 sedute di gruppo – spiega Delle Chiaie – permette ai soggetti bipolari non solo di migliorare la loro aderenza alle terapie e a ridurre la propensione alle ricadute, ma anche un abbassamento significativo dei livelli di stress, misurato con il cortisolo salivare”. “Forniamo ai familiari materiale informativi, schede con informazioni su argomenti specifici, su come gestire la malattia del congiunto (per esempio su come approcciarlo quando è depresso o sovra eccitato, con quali parole introdurre un discorso, come gestire la quotidianità nell’ambiente domestico).
Ci sono evidenze scientifiche che quando i pazienti e loro familiari vengono istruiti con questi Protocolli psico-educativi, a parità di terapie farmacologiche assunte, la percentuale di coloro che non ricadono è molto più elevata. Con questa alleanza, quindi, non lasciamo più i familiari soli con la malattia del loro congiunto e riusciamo al contempo a implementare l’efficacia delle cure”.
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Dalla mia esperienza questa disturbo sinfrome si puo radicalizzare in una struttuta di carattere stabile per la carenza di socialità e di affettività e di attività.
le condozioni di isolamento dei paesi l’etilismo nei paesi la aggravano
sono interessato all argomento grazie delle notizie che vorrete comunicarmi
vorrei ricevere informazioni sul disturbo bipolare e sapere come fare per fissare un appuntamento ,grazie
i numeri di telefono che sono pubblicati per contattarvi e/o prendere appuntamento non sono validi. ho bisogno di aiuto per un familiare. vorrei un appuntamento, come posso fare. vi prego di contattarmi. grazie.
Noi siamo un giornale. Il suo commento è sotto un nostro articolo del 2014. Sul sito del Policlinico Umberto I abbaimo trovato i recapiti che qui pubblichiamo. Se sono i telefoni a cui si è già ricolta, e se risiede a Roma, provi ad andare dipersona agli indirizzi indicati:
Codice SNPC01- Direttore: Prof. Massimo Biondi – Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura
Sede: Viale dell’Università, 30 – Piano Seminterrato – Reparto: 06.49978775
La Redazione
Ho mio compagno che secondo tanti medici ha problemi di ansia.. un’anno fa ha passato infarto miocardico e li ha lasciato angina preismetal ..ogni volta che li vengono le spasmi lui pensa di morire.. e diventato dipendente della macchinetta per la pressione..lo misura tutto il giorno appena vede che la pressione cambia comincia a misurare finché non si sente male realmente.. e ha fatto coronarografia di controllo più di 4 mesi di ricovero in più di una struttura sanitaria in cardiologia, non l’ho trovano nulla di grave,tra quelli patologii che si sa….cosa bisogna fare e il caso che lo fa la visita psichiatrica??grazie