Nuovi aiuti per la casa: il Comune di Roma prepara il sostegno per chi non ce la fa

Un percorso che culminerà a fine marzo con il voto in Assemblea Capitolina, dopo aver raccolto il parere dei quindici municipi e ascoltato sindacati ed enti del Terzo Settore

Un aiuto concreto per chi sta per perdere la casa. Un “materasso” per chi rischia di cadere nel vuoto dell’emergenza abitativa.

Roma Capitale si prepara a varare un nuovo regolamento sui contributi all’affitto, con una serie di misure pensate per sostenere chi è in difficoltà e prevenire lo sfratto.

Dopo anni di interventi frammentati, il Campidoglio cambia rotta e mette in campo una riforma che, nelle intenzioni, vuole essere strutturale e più vicina ai bisogni reali delle persone.

Lunedì 10 marzo si è aperto il primo round decisivo nelle commissioni congiunte Patrimonio e Sociale, guidate dai presidenti Yuri Trombetti e Nella Converti, entrambi in quota centrosinistra.

Un percorso che culminerà a fine marzo con il voto in Assemblea Capitolina, dopo aver raccolto il parere dei quindici municipi e ascoltato sindacati ed enti del Terzo Settore.

Quattro tipi di aiuto per chi ha bisogno

Il cuore del nuovo regolamento sta nella diversificazione dei contributi. Non un unico sussidio, ma quattro misure calibrate sulle diverse esigenze:

Fino a 900 euro al mese per cinque anni per chi trova casa nel mercato privato.

Copertura del deposito cauzionale (fino a tre mensilità) per chi firma un nuovo contratto d’affitto.

Un contributo una tantum per il trasloco, per aiutare chi deve cambiare casa in emergenza.

500 euro al mese per un anno destinati a chi non riesce a rientrare in nessun’altra forma di assistenza.

Quest’ultima misura è la vera novità rispetto alle prime bozze della delibera: un sostegno per chi resta fuori da tutti i canali tradizionali, come i bandi per le case popolari (ERP), i Centri di assistenza alloggiativa temporanea (CAAT, in via di dismissione) e il progetto Sassat.

Un cambio di passo che Trombetti sintetizza così: “Finalmente ci dotiamo di un assegno universale per la casa. Non aspettiamo che le persone cadano in strada: interveniamo prima, garantendo un aiuto immediato. È un cambio di prospettiva fondamentale per Roma.”

immagine di repertorio

Una rete tra dipartimenti: Patrimonio e Sociale uniscono le forze

Un altro punto di svolta riguarda la collaborazione tra i diversi uffici del Comune. Patrimonio e Sociale, che finora hanno operato spesso su binari paralleli, iniziano a dialogare concretamente. Una commissione mista valuterà caso per caso, decidendo quale strumento di aiuto attivare.

“Per anni – spiega Converti – i municipi si sono trovati da soli a gestire l’emergenza abitativa. Questo regolamento cambia approccio: raccoglie le istanze del territorio e crea un sistema più integrato e flessibile”.

I destinatari: una platea più ampia di beneficiari

Il nuovo regolamento allarga la platea di chi può accedere al contributo. Tra i destinatari ci sono:

Persone uscite da situazioni di violenza domestica.

Neomaggiorenni che lasciano le case famiglia.

Separati e divorziati in condizioni di difficoltà economica.

Persone LGBTQIA+ vittime di discriminazione o violenza in ambito familiare.

Un’ulteriore apertura riguarda anche la possibilità di affittare stanze singole, per venire incontro alle persone sole o a chi non può sostenere l’intero costo di un appartamento.

I fondi: cinque milioni non bastano, ne servono almeno il doppio

Se il regolamento rappresenta una svolta politica, resta aperta la questione economica. Al momento, nel bilancio di Roma Capitale ci sono circa cinque milioni di euro, una cifra che secondo gli stessi promotori non è sufficiente a coprire le richieste.

“L’ideale sarebbe arrivare almeno a dieci milioni”, sottolinea Converti, evidenziando come senza risorse adeguate il rischio sia di lasciare senza risposta molte famiglie in difficoltà.

L’obiettivo: un’Agenzia sociale per la casa

Per rendere davvero efficace il nuovo sistema di contributi, serve però un altro tassello: l’Agenzia sociale per la casa, un organismo previsto dal Piano strategico per l’abitare approvato a luglio 2023, ma ancora in fase di progettazione.

“Con l’Agenzia sociale potremmo seguire le famiglie in tutto il percorso, dall’emergenza all’autonomia abitativa”, spiega Converti, evidenziando come l’attivazione di questo strumento sia fondamentale per completare il piano.

Un passo avanti contro l’emergenza abitativa

Il nuovo regolamento arriva in un momento cruciale. Con la fine del fondo nazionale per la morosità incolpevole e il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione, l’intervento diretto del Comune diventa sempre più necessario.

Roma, del resto, è una città dove l’emergenza casa è una realtà quotidiana: ogni anno centinaia di famiglie si trovano a rischio sfratto, mentre la disponibilità di alloggi pubblici è drammaticamente insufficiente.

Con l’approvazione del nuovo regolamento e l’istituzione dell’Agenzia sociale, il Campidoglio prova a dare una risposta strutturale a un problema che, fino a oggi, ha sempre affrontato con strumenti emergenziali e temporanei.

Ora la palla passa all’Assemblea Capitolina: a fine marzo il voto che potrebbe segnare un cambio di passo nella politica abitativa della Capitale.

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