Organizzazione e sviluppo dell’area industriale Acilia-Dragona

Onorato (Pd): "La Giunta Alemanno dorme e il Consorzio industriale-artigianale non decolla"
comunicato stampa - 2 Dicembre 2008

“Perché l’articolo 83 della legge Finanziaria Regionale pubblicato il 29 dicembre 2007, dedicato alla regolamentazione del Consorzio industriale Acilia-Dragona non viene attuato dal Comune di Roma?”. E’ la domanda che il vicepresidente della Commissione Commercio del Comune di Roma, Alessandro Onorato (Pd), inoltrerà alla riunione della stessa commissione alla quale è invitato l’assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni.

“Eppure se le norme comprese nell’articolo venissero seguite e messe in atto dal Comune di Roma l’area artigianale e industriale potrebbe aumentare e migliorare la produttività, creando nuove risorse e anche occupazione – spiega Onorato – Per capire come mai la Giunta Alemanno latita anche su questa situazione, ho deciso di chiedere la convocazione della Commissione comunale alle Attività Produttive alla presenza dell’assessore al Commercio e alle Attività Produttive Davide Bordoni. La situazione dell’area industriale dell’entroterra lidense potrebbe essere ulteriormente valorizzata grazie a questa legge regionale – continua il vicepresidente della commissione – che come obiettivo ha la regolarizzazione delle attività presenti nel Consorzio. In particolare l’articolo 83, al comma 1, regolamenta la destinazione ad attività commerciale e le decadenze del diritto di superficie per mancato rispetto dei termini di costruzione, mancato avvio delle attività produttive e affitti non preventivamente autorizzati. Inoltre il comma 1 stabilisce che nel comprensorio artigianale Acilia-Dragona è possibile destinare ad attività commerciale una superficie complessiva non superiore al 10 per cento della superficie totale realizzabile. E ancora, il comma 4, stabilisce che per coloro che hanno avuto l’assegnazione di diritto di superficie antecedente una certa data e che a tutt’oggi non non avessero provveduto al completamento del fabbricato produttivo ed all’avvio dell’attività produttiva stessa, il Comune di Roma procederà alla revoca d’ufficio di tali assegnazioni.

Insomma, non è possibile che l’area non decolli definitivamente quando esistono norme regionali ben chiare e specifiche, che se solo venissero attuate cambierebbero la qualità della produttività e quindi darebbero nuova linfa ad un territorio che presenta enormi potenzialità – prosegue Alessandro Onorato – Invece il Comune dorme, si fa sfuggire tutte le occasioni di rilancio e non mette ordine nel settore industriale-artigianale. E’ necessario levare i lotti a chi non ha costruito in tempo e concederli ad altre aziende attraverso regolare bando comunale, affinché le potenzialità dell’area vengano utilizzate al massimo. Inoltre con la legge regionale si può controllare la situazione delle percentuali destinate al commercio vero e proprio, insomma si può attivare una sorta di osservatorio che garantirebbe la leicità delle attività del territorio. Per fare tutto ciò il Comune dovrebbe anche rilanciare il S.u.a.p. (sportello unico attività produttive) facendolo tornare ad essere un ufficio extradipartimentale. L’area comprende oltre 100 aziende, che contano circa 4000 dipendenti. Se il Comune non attuerà l’articolo 83 della finanziaria regionale tutti i vantaggi economici e di occupazione verrebbero sprecati. E questo Roma non può permetterselo”, conclude il consigliere del Partito Democratico.


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