

Il provvedimento, presentato dal consigliere capitolino Paolo Ferrara, impegna il Sindaco a inserire una disciplina specifica nella prossima ordinanza balneare del 1° maggio
Alle 7:30 del mattino sono già lì, muta infilata e tavola sotto il braccio, in attesa della raffica di vento giusta. Fino a ieri, però, i surfisti romani vivevano in un limbo normativo: il Codice della Navigazione impone gli sport acquatici a 200 metri dalla riva, mentre le onde “buone” si cavalcano a meno di 50 metri.
Un paradosso che, con l’arrivo dell’estate e della folla di bagnanti, rendeva la pratica quasi impossibile o rischiosa.
L’Assemblea Capitolina ha deciso di rompere gli indugi votando un provvedimento, presentato dal consigliere Paolo Ferrara, che impegna il Sindaco a inserire una disciplina specifica nella prossima ordinanza balneare del 1° maggio.
Roma diventa così la “capitale apripista” in Italia, colmando un vuoto normativo per una disciplina che, dai Giochi di Tokyo, è ufficialmente entrata nel firmamento olimpico.
Il provvedimento non si limiterà a permettere il surf, ma lo organizzerà in modo strutturato per garantire la sicurezza di tutti:
Zone Dedicate: I bagnini avranno il compito di individuare aree specifiche per il surf, separandole nettamente dagli spazi destinati ai bagnanti.
Scuole e Federazioni: Le associazioni iscritte alla Fissw (Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard) avranno corsie preferenziali per la formazione sportiva.
Gazebo Removibili: Sulle spiagge libere sarà consentita l’installazione di strutture temporanee per il deposito delle attrezzature e il coordinamento delle scuole.
«Il surf è uno sport olimpico e un linguaggio per parlare ai giovani», ha commentato Paolo Ferrara. «Distinguiamo gli spazi come avviene nelle grandi capitali europee, garantendo sicurezza e opportunità».
Sulla stessa linea Nando Bonessio, presidente della Commissione Sport: «Roma si candida a essere un’amministrazione lungimirante, regolando il litorale per tutto l’anno e non solo nei mesi caldi».
In un lungomare di Ostia che punta alla sostenibilità e al rilancio turistico, il surf non è più solo un hobby per pochi temerari invernali, ma un pilastro della nuova economia del mare.
La sfida ora passa ai balneari e ai bagnini: trasformare la teoria in pratica prima che arrivi la prima vera ondata di calore.
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