Panchine anti-clochard, ordinanza anti lavavetri: sempre a danno dei più deboli

L'XI Municipio ribadisce il disappunto sulla politica sociale del Campidoglio
di Mauro Carbonaro - 14 Novembre 2009

Sempre più controversa la politica sociale nella città di Roma. E l’XI Municipio ribadisce il proprio disappunto. Panchine anti-clochard, ordinanza anti lavavetri, ordinanza antiprostitute. Questi primi diciotto mesi della giunta Alemanno, sembrano ben chiarire quali siano le priorità del consiglio comunale e del sindaco PDL per affrontare l’emergenza sociale in corso nella capitale.

Partiamo dall’ultimo evento in ordine cronologico: lo sgombero di Casilino 700 (che si era riformato di recente e da non confondere con il preesistente Casilino 900). Da parecchie settimane il Consiglio Comunale aveva disposto lo sgombero del più grande campo nomadi d’Europa, fino all’epilogo del’11 novembre scorso, dove operatori madrelingua, insieme alla Protezione civile comunale, Polizia Municipale, Corpo forestale dello Stato, servizi veterinari, Vigili del Fuoco e Ama, hanno affiancato le forze dell’ordine durante le fasi del trasferimento.

Legato a questa vicenda, alle polemiche sollevate a più riprese da Amnesty International (ha lanciato un appello mondiale urgente contro lo sgombero del campo nomadi, chiedendo il rispetto ad un alloggio adeguato per tutti i membri delle famiglie sgomberate ed un risarcimento per i beni personali distrutti), dal presidente del Municipio VII, Roberto Mastrantonio, dichiarando di non essere a conoscenza dell’imminente sgombero, il Comune ha evidenziato la doppia strada che intende percorrere sulla gestione sociale degli immigrati: rimpatrio assistito o collocazione in centri d’accoglienza.

Mentre da una parte rimane dubbio il futuro dei rifugiati di Casilino 700, appare un po’ più chiara la situazione degli immigrati afghani, rifugiatisi per settimane nella zona di via Ostiense.

Un batti e ribatti di settimane tra il Municipio XI, nella persona del presidente Andrea Catarci, ed il Comune, con le critiche dirette alla politica sociale della giunta comunale, contro quel “muro di gomma” eretto dal Campidoglio.

Un piccolo excursus della vicenda: nella seconda metà del 2009, nella zona vicino la Circonvallazione Ostiense, un folto gruppo di immigrati afghani ha trovato rifugio all’interno del cantiere del prossimo “Campidoglio 2”, via Capitan Bavastro.

Per mesi il presidente Catarci ha lanciato appelli al Comune affinché si arrivasse ad una soluzione di soccorso verso questi uomini, ed anche verso i preoccupati residenti della zona.

“In una lettera del 25 maggio 2009 – commenta Catarci – indirizzata al Sindaco Alemanno, all’Assessora alle Politiche sociali Belviso e all’Assessore all’Urbanistica Corsini, scritta dal Municipio XI e da alcune Associazioni (Medici per i diritti umani onlus, Medici contro la tortura onlus e Asinitas onlus), denunciammo le condizioni inumane di vita a cui erano costrette le, allora. circa 60 persone presenti all’Air Terminal Ostiense. In quella occasione avanzammo anche una proposta concreta: utilizzare temporaneamente l’Air Terminal”

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Per mesi non tornò nessuna risposta, nonostante il tutto aveva attirato l’attenzione anche della trasmissione televisiva “Le Iene”, che dedicò, lo scorso ottobre, un servizio inchiesta, mostrando all’Italia intera il degrado e il disinteresse del Comune alla vicenda.

Anche questa volta l’epilogo è di qualche giorno fa, dopo che per mesi si è “urlato” all’emergenza, finalmente il Comune ha disposto il trasferimento dei rifugiati al centro CARA (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo) di Castelnuovo di Porto. I 137 profughi presenti nella “buca” vicina via Ostiense, sono stati convinti, non senza difficoltà, dalla Croce Rossa Italiana, abbandonando la loro poco accogliente dimora.

Nella campagna sociale del Comune di Roma, sottile è il legame tra gli afghani di via Ostiense ed i “lavavetri” della capitale. L’ordinanza anti lavavetri (e giocolieri), entrata in vigore lo scorso 1° novembre, ha portato con se una lunga coda di polemiche. Attivisti hanno più volte dimostrato il loro dissenso, anche in strada emulando giovani immigrati ai semafori, intenti a lavare i vetri della macchine passanti.

Anche in questo caso forte è il disaccordo mostrato dal presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, che ha evidenziato come il sindaco Alemanno “non perde occasione di accanirsi contro gli ‘ultimi’ e sta per sfornare un’altra delle sue famigerate ordinanze. Ad essere presi di mira questa volta saranno i lavavetri. L’atto viene coperto da un malcelata ipocrisia: si specifica che non sarà diretto contro i lavavetri toutcourt ma contro i ‘lavavetri molesti’, come se le molestie, di ogni genere, non fossero già un reato. Si prevede, poi, l’assistenza per i lavavetri in evidente ‘stato di bisogno’, come se non sia già un dovere delle Pubbliche Amministrazione fornire tale sostegno a tutte le persone in condizioni di indigenza, emarginazione e marginalità.”

Critiche trasversali, come per la proposta partorita dagli esponenti PDL, quella sulle “panchine anti clochard”. A pubblicizzare la trovata era stato Fabio De Lillo, assessore all’ambiente della giunta Alemanno. Una proposta così bizzarra e anti sociale da far alzare subito un polverone di critiche, facendo subito intervenire lo stesso sindaco: “Non sapevo nulla della storia delle panchine antibarbone: non sono d’accordo e non si farà mai perché una cosa di questo mi sembra davvero di cattivo gusto.”

Ma in cosa sarebbero dovute consistere le panchine anti-clochard? Seguendo un’idea del sindaco leghista Flavio Tosi, in carica a Verona, bastava porre nel mezzo delle panchine uno o due braccioli, in modo da eliminare la possibilità di sdraiarcisi sopra. La panchina non potrà dunque essere trasformata in letto dai tanti senza tetto che fanno dei parchi pubblici le loro dimore.

Provvedimenti del Comune che hanno fatto molto discutere, che hanno incontrato il dissenso di molti presidenti dei municipi e che, come Andrea Catarci ha sottolineato: “Continuano a verificarsi, a ritmi impressionanti, atti di aggressione a sfondo razzista, ultimo quello avvenuto presso la metro Garbatella. La convivenza civile peggiora sempre di più – conclude Catarci -, quando deciderà Alemanno di invertire la rotta?”


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