Pane e vino le due facce di una tradizione millenaria

Giovanni Rossello, panificatore a Centocelle - 20 Settembre 2022

L’arte della panificazione mi è stata insegnata da mio padre che mi ha trasmesso tutta quella passione e quei valori che hanno tutti i fornai che amano il proprio mestiere, valori che mi hanno permesso di portare avanti quest’arte nel solco della tradizione.

La natura fornisce gli alimenti che gli artigiani trasformano e noi fornai, trasformandoli, “creiamo” il pane.

Se esiste un’altra “entità” alla quale si può assimilare la filosofia della laboriosità del pane questa è sicuramente il vino.

Sono due elementi soltanto in apparenza in contrapposizione, ma in realtà rappresentano due facce della stessa medaglia poiché da sempre sono al centro della nostra tavola. Il pane accompagna le pietanze, il vino va dritto al cuore dei commensali. Questa tradizione è così da migliaia di anni, passando dagli Egiziani ai Greci ai Romani, arrivando ai giorni d’oggi.

Sia per il pane che per il vino si trovano notizie nelle opere poetiche e letterarie di ogni tempo. Un riferimento particolare è degno della cultura cristiana che ne ha fatto due simboli tra i più importanti, perché il pane e il vino rappresentano il corpo di Cristo.

Il pane e il vino hanno in comune l’acido acetico che nel vino è un importante indicatore dello stato di sanità dell’uva, mentre, nel processo di panificazione, è uno degli elementi base nella fermentazione o lievitazione dell’impasto, e pertanto nella giusta quantità conferisce più bontà e gusto al pane.

Giovanni Rossello, panificatore a Centocelle

 

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