Parco Archeologico Centocelle. In Campidoglio una montagna di parole, ma niente di concreto a breve termine

Delusione tra i Comitati che da anni si battono per ll completamento e la bonifica dell’area nell'assemblea straordinaria del 19 marzo
Luca Scarnati - Alessandro Moriconi  - 19 Marzo 2019

La sindaca Virginia Raggi nell’Assemblea straordinaria del 19 marzo, sul problema degli autodemolitori della Palmiro Togliatti, adiacenti al Parco di Centocelle, ha esordito con un, già più volte sentito, “siamo stati i primi a…”. Ed è un intervento tutto contro, che non tiene conto del mantenimento del ciclo dei rifiuti o della tutela dei posti di lavoro. Nonché contro la Regione, colpevole di essersi intromessa tanto da meritarsi un ricorso alla Corte costituzionale.

Eppure a leggere l’articolo 21 comma 15 della Legge di stabilità regionale si parla di possibilità di rinnovo della concessione “per gli impianti la cui localizzazione è conforme”, è invece il TAR che entra nel merito, scrivendo che “dato il carattere provvisorio dell’autorizzazione in vista della delocalizzazione degli impianti non sono ex se ostativi i vincoli attinenti alla localizzazione dell’impianto”. Ma soprattutto concede al Comune 20 giorni per “dettare le specifiche prescrizioni necessarie a rendere l’impianto conforme a legge”. Gli strumenti per eliminare le mele marce quindi ci sono tutti, ci si occupi della delocalizzazione nell’interesse di tutte le parti in causa, a tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro.

La Sindaca parla poi della contaminazione del Parco, dicendo che il CNR ha ricevuto or ora un incarico per analizzare i suoli. Ma si dimentica dei 39.000 euro più IVA commissionati da più di un anno al Dipartimento di ingegneria ambientale della Sapienza per il piano di caratterizzazione e bonifica, lavoro di cui non si ha notizia. Niente sul fatto che la sua ordinanza di modifica è disattesa da più di 2 anni o sul fatto che le analisi del CNR sono dovute per legge e partite solo in seguito ad analisi preliminari fatte dai cittadini a proprie spese. A tutte le altre richieste fatte dai cittadini non arrivano risposte:

1) Ci sono ancora i fondi stanziati per il parco? Complessivamente circa 6.000.000 di euro, come e quando saranno spesi?

2) Quando e come sarà aperto il secondo ingresso attualmente disponibile su Viale Togliatti?

Neanche un accenno quindi a ritardi o mancanze, ma le solite imputazioni a chi c’era prima o alla Regione che li ostacola.

Sono due anni che dopo le promesse si aspettano fatti, senza risultati. Eppure si è insistito per questo appuntamento perché si sperava in una qualche spiegazione e in un cronoprogramma più consistente. Quindi grande delusione.

Tanti gli OdG presentati: in particolare quelli di Figliomeni, Fassina, quasi tutti approvati o all’unanimità e solo su un paio con uno o due voti contrari. Occorrerà però adesso vigilare per gli impegni presi negli OdG siano affrontati con una certa speditezza, visti gli anni trascorsi nel nulla.

Figliomeni dei FD’I si è detto disponibile ad incontri costruttivi con Cittadini e Comitati fin dai prossimi mesi, incontri capaci di trasformare gli OdG in atti concreti e pensiamo che anche altri consiglieri dell’opposizione faranno altrettanto e tra questi a giudicare dai loro interventi pensiamo a  Fassina di Sinistra x Roma che ha incassato l’unanimità al suo OdG e Zannola del Pd si confida che non faranno mancare il loro supporto.

Insomma i rottamatori aspettano soluzioni definitive in luoghi idonei e i cittadini sono stanchi di aspettare un Parco orfano dei suoi tesori archeologici e inquinato come pochi nel nostro paese.

 

Luca Scarnati – Alessandro Moriconi 

 


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