Per i maschi italiani in famiglia il sesso è ancora tabù

Dal 27° congresso degli andrologi italiani, Pirozzi Farina: 'l’educazione sessuale non ha preso piede in questo paese'
di Patrizia Miracco - 12 Novembre 2011

Il 27esimo congresso di Fiuggi della Società Italiana di Andrologia (SIA) conferma le difficoltà sessuali degli uomini italiani. Gli andrologi rilevano che in famiglia il sesso è ancora tabù, soprattutto per i maschi.

Giuseppe La Pera – Coordinatore della Sezione Regionale SIA Lazio Abruzzo -Molise spiega: “non sono i ragazzi a non essere pronti a parlare del tema ai genitori piuttosto è il contrario. Secondo delle indagini fatte nelle scuole del Lazio l’80 per cento dei ragazzi se avesse un problema sessuale sarebbe disposto a parlarne con i genitori. Diverso invece l’approccio per quanto riguarda l’andare dall’andrologo, perché i giovani non lo individuano ancora come il loro medico di riferimento”.

Per gli andrologi, presenti al congresso di Fiuggi che si è concluso il 5 novembre, gli italiani sono veloci a letto, ma lenti ad andare dal medico.

Il presidente della Società Italiana di Andrologia (SIA), Furio Pirozzi Farina, ha sottolineato: “C’è poca attenzione in Italia sulle tematiche dell’andrologia da parte delle istituzioni e c’è anche una mancata attenzione culturale legate a tabù che ancora resistono, fin dall’ambito familiare”. “L’educazione sessuale – aggiunge Pirozzi Farina – non ha preso piede in questo paese e i risultati si vedono: basti pensare ai dati che indicano un aumento dei casi di Hiv tra gli under 18. Gli studi ci dicono che il 40 per cento dei ragazzi non usa il preservativo o non lo fa correttamente. C’è poi la tendenza a non considerare i problemi sessuali, come la disfunzione erettile, vere e proprie spie che qualche cosa non va”. “E’ fondamentale cominciare la prevenzione delle problematiche sessuali fin da ragazzi – conclude Pirozzi Farina – non farlo espone i ragazzi a troppi rischi. Uno di questi è che di fronte a un problema, magari anche la convinzione errata di non essere abbastanza virili, vadano in cerca da soli di soluzioni. E alcuni già oggi approdano all’acquisto on line di farmaci. Una soluzione sbagliatissima perché bisogna sapere che in rete non si trovano mai i farmaci veri, 3 su 5 sono privi di principi attivi, altre ne hanno meno del necessario”.

La Società Italiana di Andrologia sostiene alcuni progetti a livello regionale e nazionale affinché il paziente possa oggi trovare un rimedio e farsi visitare da un andrologo poiché la situazione non è irrecuperabile, è necessario anche per l’uomo un riferimento come lo è il ginecologo per la donna.
A supporto di questa iniziativa è partita una petizione verso la Regione Lazio, per aderire basta andare al sito www.aidass.it.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti