

Un reportage della tv statunitense mostra la piazza a due passi dal Vaticano tra alberi secchi, caldo record e fontane mai realizzate
Doveva rappresentare uno dei fiori all’occhiello del piano di restyling giubilare, una moderna oasi ecologica ideata per dare respiro a turisti e residenti a due passi dalla Basilica di San Pietro.
E invece, Piazza Risorgimento è finita al centro di un duro attacco mediatico globale, trasformandosi – nelle immagini diffuse dalla CNN – in un esempio di scuola di come non realizzare gli interventi di contrasto alle isole di calore urbano.
In un video pubblicato sui propri canali social, la giornalista dell’emittente statunitense inquadra le condizioni della piazza romana, riqualificata con ingenti fondi comunali:
«Questo avrebbe dovuto essere un paradiso verde dove le persone potessero rinfrescarsi durante la calura. Il Comune di Roma ha speso milioni di dollari per riqualificare questa piazza vicino al Vaticano: il progetto prevedeva filari di alberi da ombra, sistemi di nebulizzazione, fontane e abbondante inerbimento per consentire alle persone di rinfrescarsi.
Ora, a poco più di un anno dalla riapertura, il verde è morto, i sistemi di nebulizzazione e le fontane non ci sono nemmeno, e fa davvero troppo caldo perché la gente possa sedersi. Il momento non potrebbe essere peggiore: mentre le città di tutta Europa si preparano ad affrontare un’altra estate torrida, questa piazza da milioni di dollari è diventata un esempio di quanto sia difficile realizzare progetti di raffreddamento in grado di resistere a questo caldo estremo.» Inviata della CNN, dal reportage su Piazza Risorgimento
Stando a quanto riferito dal network americano, i funzionari capitolini attribuiscono alla morsa del caldo eccezionale delle ultime stagioni la morte prematura delle alberature e il parziale stallo delle dotazioni previste.
Il servizio della testata d’oltreoceano ha immediatamente scatenato un polverone politico in Campidoglio.
Le opposizioni di centrodestra sono assorte all’attacco dell’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, definendo l’intervento un emblematico spreco di risorse pubbliche.
In una nota congiunta firmata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Quarzo e dai consiglieri capitolini Francesca Barbato, Federico Rocca, Maria Cristina Masi e Stefano Erbaggi, la protesta prende le forme di un’accusa diretta:
«Se persino un’autorevole testata internazionale come la CNN indica Roma come esempio negativo di riqualificazione urbana, è evidente che il bilancio dell’amministrazione Gualtieri sia ormai impietoso. Il servizio dedicato a Piazza Risorgimento, intervento costato circa 14 milioni di euro, racconta una piazza trasformata in una vera e propria isola di calore, priva di ombra, con temperature insostenibili e disagi per residenti, pellegrini e turisti.
A rendere ancora più evidente il fallimento ci sono gli alberi già secchi o in forte sofferenza a pochi mesi dalla loro messa a dimora. L’opera che il Sindaco aveva presentato come uno dei simboli del Giubileo è oggi diventata il simbolo di una clamorosa bocciatura internazionale. È grave che la Capitale finisca sulle televisioni di tutto il mondo per un progetto urbanistico che rappresenta uno spreco di denaro pubblico: l’amministrazione si assuma le sue responsabilità anziché raccontare una realtà che non esiste.» Gruppo Capitolino Fratelli d’Italia (Quarzo, Barbato, Rocca, Masi, Erbaggi)
La polemica su Piazza Risorgimento apre così un nuovo fronte sul piano delle manutenzioni del verde pubblico e sulla tenuta delle opere urbane realizzate per fronteggiare i picchi di calore estivi nella Capitale.
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