

Per gli esemplari esistenti previsti ancoraggi delle zolle dopo test hi-tech. In arrivo un piano per i nuovi impianti nel cuore archeologico di Roma
La riunione odierna ha visto seduti allo stesso tavolo il Dipartimento Tutela Ambientale e le eccellenze del settore, dal CREA all’Orto Botanico della Sapienza, per garantire che ogni decisione sia supportata da rigore scientifico.
Non tutti i pini attuali rimarranno, ma per quelli che verranno giudicati sicuri sono previste misure straordinarie:
Esami strumentali: Le piante sono sottoposte a prove di trazione (statiche e dinamiche), VTA (Visual Tree Assessment), Geo Radar e Air Spade per analizzare lo stato delle radici senza danneggiarle.
Messa in sicurezza: Per i pini che supereranno i test, la commissione ha confermato la necessità di intervenire con l’ancoraggio della zolla, un sistema che ne garantisce la stabilità senza compromettere l’estetica.
Il progetto non si limita alla conservazione, ma guarda alla rigenerazione dell’area dei Fori, Colosseo e Circo Massimo:
Specifiche tecniche: Il gruppo di lavoro ha definito i dettagli per le nuove messe a dimora, studiando la larghezza e profondità ideale delle buche, il tipo di nuovo terriccio e l’età ideale delle piante da inserire.
Integrazione CArMe: Il piano di incremento arboreo è parte integrante della trasformazione dell’area archeologica centrale, mirata a restituire ombra e bellezza al percorso monumentale.
Nelle prossime ore il gruppo di lavoro consegnerà formalmente all’Amministrazione il documento tecnico definitivo con tutti i dettagli operativi.
Questo “manuale d’azione” permetterà di avviare gli interventi pratici su una delle strade più famose al mondo.
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