

Approvato il ddl delega sul federalismo fiscale. Alemanno: "poteri speciali e uno status specifico per la Capitale"
Dal 15 gennaio 2009 Roma non è più un semplice comune. Si chiamerà “Roma Capitale”, sarà un ente territoriale con speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, potrà svolgere le funzioni di Capitale della Repubblica italiana e di sede di rappresentanza diplomatica di Stati esteri.
“Con l’approvazione da parte delle commissioni Bilancio, Affari costituzionali e Finanze dell’articolo da noi proposto e concordato con Regione e Provincia – dichiara Gianni Alemanno, sindaco di Roma, – Roma Capitale entra definitivamente nel provvedimento del federalismo fiscale. Attendiamo l’approvazione in aula, ma si sta concretizzando una svolta storica per la vita della nostra città che assume finalmente poteri speciali e uno status specifico per Roma Capitale. Ringrazio i senatori del Pdl e il ministro Calderoli per l’impegno profuso in questa direzione che può portare a compimento un profondo cambiamento che la nostra città attendeva da 20 anni”.
Ora che l’articolo su Roma Capitale è stato annesso al ddl delga sul federalismo fiscale in discussione in Parlamento, Roma avrà più finanziamenti e più poteri, non solo amministrativi, ma anche legislativi.
I confini restano gli stessi del Comune di Roma, ma i decreti legislativi di attuazione regoleranno in modo diverso i rapporti con la Regione, la Provincia e l’area metropolitana. Il Consiglio comunale assumerà il nome di “Assemblea capitolina” e approverà il nuovo Statuto di Roma Capitale con particolare riguardo al decentramento municipale.
Dal 2010 saranno garantiti 500 milioni di euro annui, con il cosiddetto “federalismo patrimoniale” Roma avrà un proprio patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite. Le saranno attribuiti a titolo gratuito i beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell’Amministrazione centrale.
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