Preoccupazione per il Museo Storico della Liberazione

Il Museo sarebbe stato ritenuto dal ministro Renato Brunetta un ente inutile. Tranquillizza il portavoce di Brunetta: "nel decreto legge non rientrano i musei"
di A.M. - 2 Luglio 2008

Il Museo Storico della Liberazione di via Tasso è stato inserito nel decreto legge del ministro Renato Brunetta con cui vengono cancellati gli enti inutili da eliminare.

Questa scelta ha scatenato le preoccupazioni di molti esponenti del Pd. Per il suo segretario Walter Veltroni il Museo non può e non deve essere sciolto". “Sarebbe un affronto inaccettabile ed inqualificabile nei confronti della memoria collettiva e di tutti gli italiani che si sono sacrificati per la libertà della Nazione’".

Dello stesso parere il gruppo consiliare del Pd al Comune che attraverso il suo capogruppo, Umberto Marroni, fa sapere: "Tale scelta è estremamente grave perché colpisce una pagina dolorosa per la nostra città e per la Resistenza da cui sono nate la costituzione e la nostra Repubblica.
Non a caso Roma è città insignita della medaglia d’oro della resistenza e nel museo di via Tasso sono documentate ed esposte le tragiche sequenze dell’occupazione nazista della città: le Fosse Ardeatine, il rastrellamento del Ghetto, e gli altri eccidi perpetrati dagli aguzzini al servizio del comandante della Polizia tedesca in Italia, Herbert Kappler.

Rammento al ministro – prosegue Marroni – che via Tasso è patrimonio storico della città perchè in quel luogo dal settembre del 1943 al giugno 1944 fu stabilita la sede delle carceri della Polizia di sicurezza tedesca. Nelle stanze del civico 145 furono imprigionati centinaia di oppositori, ebrei, partigiani.
Il rispetto che a costoro si deve, esige un intervento urgente da parte del Sindaco a nome della città e della sua storia".

A schierarsi dalla parte della tutela del Museo è, anche, il sindaco di Roma Gianni Alemanno: ”Parlerò con il ministro Brunetta – ha precisato Alemanno – escludo che il museo di via Tasso possa essere oggetto di tagli. Penso che ci sia stato un equivoco e comunque il Comune di Roma sarebbe contrario a questo taglio”.

Ma a tranquillizzare sul futuro del Museo è Vittorio Pezzuto, portavoce del ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che rende noto con un comunicato:  "In riferimento ad articoli di stampa apparsi oggi, si precisa che l’articolo 26 del decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008 (che prevede la soppressione di enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità) riguarda esclusivamente gli enti pubblici che svolgono attività strumentali per un Ministero. Tale norma non riguarda pertanto i musei, tanto meno il Museo storico della Liberazione di Roma in via Tasso".


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