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Presentato ‘Le parole salvate’ diVincenzo Luciani e Riccardo Faiella

Alla Biblioteca G. Rodari dal prof. Ugo Vignuzzi che assegna al libro il voto di 110 e lode
di E. L. - 31 Luglio 2009

Il libro Le parole salvate, dialetto e poesia nella Provincia di Roma. Litorale nord e ovest – Tuscia romana – Valle del Tevere (Edizioni Cofine, Roma, 2009) di Vincenzo Luciani e Riccardo Faiella, realizzato grazie al contributo della Provincia di Roma è stato presentato giovedì 30 luglio 2009 presso la biblioteca Gianni Rodari in via Francesco Tovaglieri 237A a Roma Tor Tre Teste.

La presentazione del libro è stata curata dal prof. Ugo Vignuzzi dell’Università di Roma La Sapienza. Sono intervenuti il Presidente della Commissione provinciale delle Elette Roberta Agostini e il Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Roma Pino Battaglia. Presenti anche numerosi poeti e studiosi dei comuni interessati dalla ricerca. Il 9 agosto 2009 il libro sarà presentato a Cerveteri, il 10 agosto a Tolfa e successivamente in altri centri oggetto della ricerca. Il volume riporta i risultati di una ricerca sulla tipologia dei testi dialettali (vocabolari, proverbi e modi di dire, toponimi e soprannomi, canti, filastrocche, indovinelli giochi, gastronomia, teatro, racconti e poesie) di 28 comuni della Provincia di Roma (Allumiere, Anguillara Sabazia, Bracciano, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Capena, Castelnuovo di Porto, Cerveteri, Civitella San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Fiumicino, Formello, Ladispoli, Magliano Romano, Manziana, Mazzano, Morlupo, Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Santa Marinella, Sant’Oreste, Tolfa, Torrita Tiberina, Trevignano Romano) e di due centri del Comune di Roma:Ostia e Cesano.   Per ogni tipologia sono riportati vocaboli o brani ritenuti più significativi.   Nella sezione antologica sono presenti i testi di 14 poeti su 112 censiti. Di tutti si forniscono in appendice cenni biobibliografici.   Il libro contiene la più completa bibliografia sul dialetto, sulla poesia e prosa nei dialetti dell’area esaminata.   “La sensazione provata nel compiere il nostro lavoro – hanno affermato Vincenzo Luciani e Riccardo Faiella – è quella di chi è impegnato un’opera di salvataggio di frammenti, di tessere scampate ad una distruzione sempre più devastante. Una messa in salvo divenuta sempre più urgente di fronte a un paesaggio linguistico sottoposto ad un ininterrotto terremoto che ammucchia sempre più rovine e rispetto al quale ci sentiamo chiamati a compiere l’opera pietosa di evitare la dissipazione e la scomparsa di vocaboli, di modi di dire, di espressioni, di testi poetici e soprattutto della civiltà che con quei termini si è espressa per secoli. Permane in noi il disagio di muoversi nel terreno franoso di queste nostre lingue locali molte delle quali destinate a soccombere tra non molto agli attacchi della inarrestabile regionalizzazione anzi romanizzazione dei dialetti. Ci conforta in questo nostro impegno l’emergere di una reazione positiva di tante persone appassionate delle lingue e delle tradizioni locali, di cui diamo conto nel libro e che però, per non vanificare i loro sforzi, dovranno sempre più mettersi in grado di fare rete. Il coalizzarsi di tante piccole azioni di preservazione (di studiosi, amministratori locali, di imprenditori, di cittadini in generale) potrà consentire la realizzazione del “miracolo” della valorizzazione dei dialetti”.   Un bel 110 e lode è stato il temuto responso del professore Ugo Vignuzzi che nel suo intervento ha evidenziato i numerosi pregi dell’opera e soprattutto ha motivato il suo giudizio positivo sul libro Le parole salvate. Vignuzzi ha sottolineato l’importanza del lavoro di ricerca e documentazione svolto da Luciani e Faiella anche perché sono andati a coprire un’area della provincia di Roma che a lui (uno dei massimi esperti dialettali italiani – ndr) era sconosciuta eccezion fatta per Tolfa e poco altro. Vignuzzi ha preannunciato che questo libro sarà da lui sicuramente adottato come libro di testo per i suoi studenti.
Ha poi consigliato ed esortato gli autori a non fermarsi alla stesura dei libri sul dialetto ma di arricchire questo studio anche con Dvd, copioni teatrali e di mettere il tutto poi in rete.
Nel rimarcare l’importanza del dialetto ha spiegato che “è la lingua dell’identità locale e che l’italiano ed il dialetto ci fanno italiani”. Il prof. Vignuzzi ha rivolto un plauso alla Provincia di Roma, per il contributo offerto alla realizzazione del libro e, più in generale per il suo sostegno a questo lavoro condotto dal Centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino” che sta assumendo delle proporzioni notevoli sia in campo regionale che nazionale.   La consigliera Roberta Agostini da sempre vicina a questo progetto che vanta già altri 4 libri (per quanto riguarda il territorio della sola Provincia di Roma) ha espresso la speranza di riuscire ad incrementare l’aiuto da parte della Provincia anche perché ora oltre a lei c’è anche il consigliere Pino Battaglia con il quale fare squadra il quale, nel suo intervento, infatti ha già dato appuntamento a settembre per studiare il da farsi per ingrandire questo lavoro di documentazione.   Nell’intervento conclusivo Riccardo Faiella ha raccontato di come lui e Vincenzo Luciani per realizzare questo volume abbiano “smosso le chiappe” e siano andati sul posto macinando chilometri e parlando con molte persone, poeti e studiosi locali come dei giornalisti vecchia maniera. Ha poi concluso annunciando: “siamo già al lavoro per il prossimo libro che toccherà i comuni del Litorale a sud di Roma e l’area dei Castelli Romani. Il nuovo libro sarà accompagnato da un dvd, comprendente anche testi dei poeti trattati nei volumi precedenti”.
L’incontro ha offerto anche la lettura di testi della poetessa Anna Ubaldi, del poeta Bruno Passeri (letti dalla figlia del poeta Maria Rita), dei poeti in cerveterano Pasquale Cotzìa, il principe Francesco Ruspoli (letti da Gea Copponi) e di un poeta anonimo (F.O.) di Morlupo (letto dal poeta Luigi Manzi). E si è concluso con un simpatico siparietto improvvisato da Riccardo Faiella che ha recitato la poesia in dialetto di Castel Madama di Alessandro Moreschini “Nònnemo”, coinvolgendo anche Luciani che, suo malgrado, si è trovato ad impersonare il vecchietto protagonista della composizione.   Gli autori   VINCENZO LUCIANI è nato nel 1946 a Ischitella nel Gargano. È direttore del mensile Abitare A. Per le Edizioni Cofine di Roma ha pubblicato: nel 1994, Vocabolario ischitellano; nel 1995, Ischitella (guida storica, proverbi, detti, soprannomi e vocabolario) e Poesie e canzoni ischitellane; nel 1996, I frutte cirve e, nel 2001, Frutte cirve e ammature (raccolte di poesie in dialetto ischitellano); nel 2005, Tor Tre Teste ed altre poesie (1968-2005) e, con Silvia Graziotti, La regione invisibile. Poesia e dialetto nel Lazio; nel 2007, Le parole recuperate. Poesia e dialetto nei Monti Prenestini e Lepini; nel 2008, Dialetto e poesia nella Valle dell’Aniene.   RICCARDO FAIELLA è nato a Roma dove vive ed opera. Laureato in scienze e tecnologie della comunicazione, è autore di Glocal in action. L’informazione locale e il suo impatto sul territorio (2007). È redattore di “Abitare a” e del sito www.abitarearoma.net. Collabora con il Centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino”. 

 


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