“Prima di comprarla, rifletti!”, la campagna provocatoria dei consiglieri del XII Spadaro e Vecchio

La consigliera Matilde Spadaro presta il suo corpo contro la prostituzione nel quartiere Eur
di Maria Giovanna Tarullo - 17 Luglio 2012

Siamo più che abituati a vedere politici metterci la faccia per combattere le loro personali battaglie, ma questa volta una di loro ha deciso di metterci il proprio corpo… e che corpo. E si perchè il seno che campeggia in primo piano marchiato da un codice a barre sui nuovi manifesti contro la prostituzione presenti su tutto il territorio del XII, è quello del consigliere Matilde Spadaro (Sel).  

Una scelta coraggiosa quella della Spadaro che insieme al collega Vincenzo Vecchio (Gruppo Misto) ha ideato la campagna "Prima di comprarla, rifletti!", una provocazione indirizzata al Sindaco Gianni Alemanno e alla sua Giunta quasi del tutto indifferenti davanti al problema della prostituzione del quartiere Eur, che si sta trasformando nel quartiere a luci rosse della Capitale. 

Davanti a questa protesta "alternativa" è lecito porgersi una domanda: cosa spinge una giovane consigliera a prestare il proprio corpo in favore di un tema così scottante? Così abbiamo interpellato Matilde Spadaro che, pronta a mettere in chiaro e difendere la sua decisione, ci ha raccontato la genesi di questa campagna. 

“Il corpo è il primo e più naturale strumento dell’uomo, scrive Marcel Mauss in un saggio estremamente lucido, ed io aggiungerei è anche l’unico bene del quale è proprietaria la persona. E vedere – afferma la Spadaro – ogni notte la condizione in cui sono posti in vendita i corpi di tante ragazze e donne, vedere la nullità delle risposte date sinora dalla politica, eccezion fatta per il partito dei Radicali da sempre su queste posizioni, vedere e sentire ogni volta le solite trite e ritrite soluzioni ha decisamente spinto me e il consigliere Vincenzo Vecchio a fare qualcosa. 

Da un anno e mezzo circa abbiamo iniziato ad occuparci di questa tematica – continua il consigliere del XII municipio –  lontana probabilmente dalle problematiche delle quali ci siamo sempre interessati, per cui l’approccio è stato prima di studio, poi di denuncia, di tentativi di proposte fino alla consapevolezza che il muro di omertà dovesse essere squarciato.
Studiando e cercando materiali su internet ho trovato il codice a barre con il quale degli sfruttatori avevano marchiato a fuoco delle prostitute ed in cui al posto della banda numerica si trovava impresso il valore in migliaia di euro di ogni singola prostituta. Poi ho visto che uno stesso caso era accaduto anche a Tivoli.
Da lì è nata l’idea della campagna con un codice a barre impresso sul simbolo della femminilità per eccellenza, il seno, a far parte di un corpo senza volto. Perché una prostituta è un corpo senza volto e senza anima che si protegge da sola con le sue mani nel gesto tipico delle donne, quando hanno paura per la propria incolumità, quello delle mani incrociate sul seno. Perché una prostituta per strada è sola a difendersi da chiunque.
Il cliente si interessa del fatto che questa donna sia sfruttata, sia buttata sul marciapiede alla mercè del primo che passa? Quanti pensano al fatto che una ragazza di 20 anni buttata sulla strada è un’esistenza, una persona? E di qui l’esigenza di rivolgersi al cliente con un messaggio forte “Prima di comprarla, rifletti!” perché è ora di iniziare a pensare che una parte di responsabilità in questo dramma ce l’hanno anche i clienti. 

In realtà – conclude Matilde – qualche tentativo di soluzione lo dovremo sostenere ora tutti insieme, prostitute, clienti, cittadini e politici.  Perché è ora di dire basta a soluzioni preconfezionate, a parole d’ordine. Qui la tematica è molto più complessa. Noi ci abbiamo lavorato molto e a breve porteremo le nostre proposte. Ora abbiamo lanciato il sasso nello stagno, proseguiremo con altre iniziative e proposte politiche perché comunque siamo politici e spetta a noi non solo la denuncia ma anche la proposta." 

Non resta che sperare nella reale efficacia di questa protesta, premiando per una volta una donna che ha deciso di usare il suo corpo per difendere altre donne e non come una scorciatoia per ottenere un posto d’onore chissà dove, è arrivata l’ora di fare qualcosa per affrontare il problema della prostituzione nella Capitale.


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