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Primo caso di Ebola in Italia

Condizioni stabili per il medico di Emergency ricoverato allo Spallanzani

“La situazione è sotto controllo. Il paziente non avrà contatti né con i medici, né con gli infermieri” è quanto afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sul primo caso di Ebola nel nostro Paese.

Il medico di Emergency prelevato lunedì 24 novembre in Sierra Leone è stato trasportato con il Boeing KC 767 dell’Aeronautica militare. Atterrato a Pratica di Mare da lì è stato subito trasferito allo Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale per l’Ebola.
In una nota La Regione Lazio dichiara di essere “in contatto continuo con lo Spallanzani. Tutto si sta svolgendo sotto controllo. Il caso è seguito nel rigoroso rispetto dei protocolli e con un altissimo grado di qualità, dedizione e preparazione scientifica”.

“Ho trovato il modo di esprimere personali ringraziamenti a tutta l’equipe e a coloro che in questo momento si stanno facendo carico di questo caso in maniera egregia – è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: “bisogna continuare a lavorare in questo modo: per quanto ci riguarda, non possiamo che confermare l’assoluta qualità e lo straordinario valore dell’equipe”.

Il medico di Emergency è seguito in ospedale da una task force di 30 esperti e ha iniziato un trattamento antivirale specifico con farmaco sperimentale, autorizzato con ordinanza dall’Aifa, su indicazione del ministro della Salute. Si tratta di un trattamento utilizzato con successo in pazienti in Usa e Spagna. Il nome del farmaco non verrà reso noto fino a quando non saranno definiti i protocolli terapeutici. Al momento le condizioni del paziente, secondo i sanitari dello Spallanzani, sono stabili, è vigile e collaborante, pur avendo febbre alta, ma non presenta segni di disidratazione cutanea.

Il ministro della Salute, in un’intervista al Messaggero, ribadisce: “Non c’è da preoccuparsi e, nel prossimo futuro, avremo ancora più strumenti di verifica nei punti degli sbarchi”. “Oggi – spiega – verrà firmato un patto tra i ministri della Salute, dell’Interno e della Difesa proprio per rinforzare il programma sanitario. Si chiude Mare Nostrum e si avvia Triton, il programma di controllo Ue alle frontiere, particolare attenzione è data all’aspetto sanitario”.

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