Protesta davanti Bce

Una lettera formato gigante rimandata al mittente, cioè alla Banca europea, da un gruppo di "indignati", il 10 ottobre 2011, davanti alla sede della Banca d'Italia
di Maria Giovanna Tarullo - 10 Ottobre 2011

Una lettera formato gigante su cui campeggia la scritta: "La Federazione della Sinistra rimanda al mittente la lettera della BCE". Questo il simbolo della protesta messa in atto da un gruppo di "indignati", il 10 ottobre 2011, davanti la sede della Banca d’Italia in via Nazionale.

A mettere in piedi il flash-mob questa volta ci hanno pensato alcuni militanti della Federazione della Sinistra, capeggiati dall’ex senatore comunista Giovanni Russo Spena, che si sono dati appuntamento a Palazzo Koch per manifestare il loro dissenso contro la lettera che il governo italiano ha ricevuto dalla Banca Centrale Europea.

La missiva "incriminata" scritta dal presidente uscente della Bce Jean-Claude Trichet è stata riprodotta su un grande formato e inserita in una maxi busta per essere riconsegnata al mittente per mezzo del governatore di Bankitalia Mario Draghi, prossimo a sostituire Trichet all’Euro Tower di Francoforte.

A prendere in consegna il plico dei manifestanti un funzionario del gabinetto del governatore davanti al portone principale della sede di Bankitalia, presidiato dai carabinieri.
Non sono mancati infatti problemi con le forze dell’ordine intervenute sul posto quando gli organizzatori della protesta, fuori dalle modalità concordate con la Questura, hanno invaso la carreggiata bloccando parzialmente il traffico sulla corsia preferenziale di fronte a Palazzo Koch, causando disagi e rallentamenti alla circolazione degli autobus e dei taxi provenienti da piazza Venezia e diretti alla stazione Termini.

"Questa lettera – dichiarano Fabio Alberti, portavoce romano della FdS e Fabio Nobile, consigliere regionale Pdci/FdS – rende evidente la natura antidemocratica dell’attuale assetto europeo al servizio delle banche e dei grandi poteri finanziari. Noi non ci stiamo ad accettare le indicazioni di chi ‘consiglia’ tagli, privatizzazioni e attacco ai diritti dei lavoratori.

La manifestazione di sabato 15 ottobre – concludono – sarà una tappa fondamentale per quanti, come noi, non chiedono ma pretendono un cambiamento radicale dell’attuale sistema economico, politico e sociale".

La protesta davanti a Palazzo Koch sembra aver posto le basi per la grande rivolta prevista il prossimo 15 ottobre che punta alla costruzione nella capitale Roma di "uno spazio pubblico di incontro e di protesta prolungata", sulla scia delle ‘tendopoli’ di Wall Street, Madrid e Tel Aviv.

Intanto per mercoledi’ 12 ottobre, sempre davanti alla sede di Bankitalia, è annunciata un’altro sit-in in occasione del convegno internazionale "L’Italia e l’economia mondiale", con l’annunciata presenza del Presidente della Repubblica e del governatore Draghi.  

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