Pup fiction quattro. E la partecipazione?

Le problematicità dei Pup già evidenziate in una relazione comunale del 2004
di Aldo Pirone - 17 Novembre 2009

A Roma circolano circa 2.600.000 veicoli a motore. Se messi in fila il serpentone di lamiera arriverebbe fino al Brennero. Trovare un ricovero a questo ‘’mostro’’ strisciante dei nostri tempi non è facile, allo stato attuale è quasi impossibile. Bisognerà aspettare un mondo futuro alla ‘’Blade runner’’, con i veicoli che si spostano in aria e si contraggono, quasi sparendo, quando parcheggiano, per vedere risolto il problema.

Per ora continuiamo a discettare sui Pup. Abbiamo visto la volta scorsa la problematicità di quello previsto in via M. F. Nobiliore a Don Bosco. Ma se ne annunciano, tra le priorità, altri due pesanti nel quartiere Appio Claudio: 344 box a viale Giulio Agricola e 460 a viale Tito Labieno. Ma non saranno tutti pertinenziali. Nei due Pup ce ne saranno 84 nel primo e 240 nel secondo a rotazione. Questo perché ambedue prossimi alle fermate della metropolitana di Giulio Agricola e di Subaugusta a piazza Cinecittà dove ci sono anche i capilinea di numerosi Bus.
E’ difficile dire se, in rapporto alla vendita dei box, l’ambiente sociale sarà più ricettivo di quello di Don Bosco. Forse sì. Bisognerebbe, comunque, chiederlo ai ‘’pertinenziali’’ interessati. Ciò che stona in questi due Pup è il discorso sui posti a rotazione fatto in funzione della metropolitana. Si vorrebbe facilitare l’incentivazione a lasciare l’auto per il mezzo pubblico. Il proposito è giusto, è il luogo che probabilmente è sbagliato. Subaugusta e Giulio Agricola sono fermate ben dentro l’abitato densamente edificato, per cui l’incentivazione bisognerebbe spostarla ben al di fuori del GRA.

E qui il ‘’ferro’’ a cui guardare dovrebbe essere quello dei passanti ferroviari FS 4-6-7-8. Linee dei Castelli, Roma-Napoli, Roma-Anzio-Nettuno. Con il potenziamento, tramite un deciso miglioramento della loro accessibilità, delle stazioni ‘’urbane’’ di Ciampino e Capannelle già esistenti e l’attuazione di quelle di Villa Senni a Centroni, di Morena-sud, di Statuario, di Lucio Perpetuo-Porta Furba.

Gli inconvenienti e le problematicità del modello Pup, soprattutto nelle zone densamente edificate ed abitate, non è scoperta di oggi. Che vi sia il pericolo che i box invenduti e anche quelli venduti possano essere usati, soprattutto nel corso del tempo, per scopi diversi da quelli preventivati non sono invenzioni estemporanee o ‘’baggianate’’ di qualche nemico ideologico del parcheggio sotterraneo. Nelle *puntate precedenti si è parlato dei box invenduti del Pup di viale S. G. Bosco. Ultimamente la società ‘’So.ge.box srl’’ ha diffuso una pubblicità dove, a proposito di questi box, si dice ‘’Vuoi uno spazio tutto tuo? Un laboratorio per il fai da te? Un ricovero sicuro per il tuo automezzo? Videosorveglianza. Possibilità di personalizzare il locale’’. Rivolgersi ecc. Un invito quanto meno ambiguo. Si mette insieme, infatti, il ‘’ricovero’’ per l’automezzo con lo ‘’spazio tutto tuo’’ e, via destinazione d’uso cambiando, con il ‘’laboratorio’’.

Di queste problematicità dei Pup vi era già piena consapevolezza in una relazione tecnica allegata alla delibera comunale n. 231 del 10.12.2004. In particolare si evidenziava a pag. 35 che ‘’In un ulteriore percentuale, inoltre, i box realizzati vengono impropriamente utilizzati dal proprietario (ad esempio come cantine, magazzini ecc.)’’. I suggerimenti che venivano consigliati per ovviare a tali inconvenienti erano quelli di non offrire al proprietario vie di scampo, cioè di parcheggio libero, in superficie, per costringerlo ad usare il box. E anche altri provvedimenti, per lo più incentrati sul privilegiamento dei Pup a rotazione.

Come si possono affrontare al meglio le problematicità sin qui evidenziate? La Comunità Territoriale del X Municipio ha indicato a tutti, Comune e Municipio, forze politiche di maggioranza e di minoranza, municipali e cittadine, la strada maestra della partecipazione dei diretti interessati, dei cittadini ‘’pertinenziali’’ che dovrebbero acquistare i box, vedersi oggettivamente ridurre i posti auto di superficie e riqualificare le piazze o le strade soprastanti. A questa richiesta, non di un elemosina, ma di un diritto sancito dalla delibera comunale 57/06 e ribadito recentemente anche nella delibera municipale sul regolamento per i Comitati di quartiere, nessuno risponde. Si fanno liti paurose, dibattiti infuocati, si scambiano accuse ai limiti dell’insulto sulla sistemazione di un marciapiede, ma sulla partecipazione dei cittadini a trasformazioni di grande impatto e spessore nessuno, di maggioranza e di opposizione, prende impegni. E questo accade nel territorio che in passato è stato all’avanguardia dei processi partecipativi. Si preferisce litigare, in questi giorni, sulle analisi antidoping dei politici. Tristezza.

(Fine)

 

Adotta Abitare A

* Le puntate precedenti

Pup fiction. Parcheggi o cantine?

I parcheggi sotterranei inventati da Tognoli mostrano l’usura del tempo. Corrispondono sempre meno allo scopo di aumentare l’offerta aggiuntiva di posti auto

Pup fiction Due. La continuità di Alemanno
Il nuovo Piano parcheggi capitolino uguale a quello della giunta Veltroni

Pup fiction tre. Cosa succederà nel X municipio
Previste altre 15 strutture nei quartieri densamente edificati. Il pericolo dei box invenduti


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti