Qualità, efficacia e appropriatezza dei farmaci innovativi

L’Associazione Culturale Dossetti si confronta sull’uso dei farmaci innovativi e i costi della spesa sanitaria pubblica
di Patrizia Miracco - 6 Giugno 2009

Il 5 giugno 2009, a Palazzo Marini, l’Associazione Culturale Dossetti al suo quarto convegno sul ciclo “Farmaci Innovativi: Farmaci e Dintorni, Spesa o Risparmio per il S.S.N.?” ha affrontato un tema attuale e delicato, che spesso ha visto negare l’uso di farmaci innovativi a pazienti in una fase delicata della loro vita. A discutere sull’accesso ai farmaci innovativi e sulla loro rivoluzione biotecnologica erano presenti esperti del mondo accademico, scientifico e industriale.

La difficoltà che emerge nell’uso di farmaci innovativi è legata ai costi della spesa sanitaria. Al momento il farmaco innovativo trova infatti in Italia diversi ostacoli ad affermarsi, ostacoli che il più delle volte sono di natura economica.

Per farmaci innovativi si intendono quei farmaci che provengono dalla biologia molecolare e che sono altamente selettivi, capaci di colpire una singola struttura cellulare. Questi farmaci sono importanti non solo nella terapia oncologica, nell’artrite reumatoide, nella psoriasi e in alcune malattie rare, ma anche nella qualità di vita che offrono.

Il prof. Luciano Caprino, dell’Istituto di Farmacologia Medica, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha spiegato: “Alla determinazione dell’innovatività fanno ovviamente seguito studi farmaco-economici aventi come obiettivo la valutazione critica e comparata del costo dei farmaci, dei benefici terapeutici ottenibili dal trattamento e del costo della malattia”.

“In sintesi – prosegue il prof. Caprino – il consumo dei farmaci e la spesa relativa rappresentano un problema complicato e difficile da risolvere per la possibile conflittualità di due interessi: le risorse finanziarie ed economiche che sono sempre limitate e le esigenze di salute della collettività, specialmente per i nuovi farmaci che hanno una richiesta di prezzo altamente elevato. Secondo principi normativi ed etici il paziente deve essere al centro del sistema sanitario, pur considerando che le risorse non sono illimitate e che quanto viene assegnato ad un paziente viene inevitabilmente sottratto ad un altro”.


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