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Raid vandalico agli Orti della Garbatella: distrutto il semenzaio. È il quarto attacco in due anni

Danni "irreparabili" alla struttura e casotto degli attrezzi forzato

Lo sgomento è evidente tra i soci degli Orti Urbani Garbatella. Le fotografie diffuse dal direttivo raccontano meglio di qualsiasi parola quanto accaduto nelle ultime ore: il “vivaio protetto”, una struttura essenziale per la crescita delle sementi e appena realizzata grazie al lavoro dei volontari, è stato distrutto e ridotto a un cumulo di detriti.

Un gesto che, secondo quanto ricostruito dagli ortisti, non ha avuto alcuna finalità di profitto. I vandali non avrebbero portato via nulla, lasciando intatti gli attrezzi custoditi nel casotto, sebbene la serratura sia stata forzata. A subire il danno più grave è stato il semenzaio, compromesso in modo permanente e ormai inutilizzabile per la stagione agricola alle porte.

Sull’accaduto è intervenuto l’assessore all’Ambiente del Municipio VIII, Claudio Mannarino, che ha espresso una netta condanna per l’ennesimo episodio ai danni di una realtà di cittadinanza attiva.

«Questi atti feriscono una comunità che si prende cura del bene comune ha dichiarato –. Gli ortisti non sono soli: proprio in queste settimane stiamo lavorando con il Comune per rendere il parco della Garbatella più sicuro e accogliente. Supereremo questa difficoltà insieme».

Quello avvenuto nei giorni scorsi non è, purtroppo, un caso isolato. Il parco di via delle Sette Chiese sembra essere diventato negli ultimi anni un bersaglio ricorrente. Nel maggio 2024 si erano verificati furti di vasi e arredi, con recinzioni divelte per recuperare legname.

Nel giugno 2025 un incendio di probabile origine dolosa aveva distrutto 20 balle di fieno e numerose piante da frutto, domato solo grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco. L’ultimo episodio, avvenuto a febbraio 2026, colpisce ora il cuore produttivo degli orti.

Di fronte a questa escalation, il direttivo degli Orti Urbani Garbatella ha annunciato l’organizzazione di un’assemblea pubblica nelle prossime settimane.

L’obiettivo è condividere proposte concrete per migliorare la sicurezza dell’area e coinvolgere le realtà sociali e le reti di cittadinanza attiva del quartiere, nella convinzione che solo una risposta collettiva possa arginare il degrado e difendere un’esperienza che rappresenta un presidio di comunità e partecipazione.


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