Rialto, avviati gli sgomberi negli edifici nel borgo agricolo

Mariani: "Tutelare il diritto di queste persone alla casa". Legambiente Lazio: "no a battute d'arresto nella lotta all'abusivismo"
di Cristina Tomarchio - 29 Gennaio 2010

È iniziato stamani, 29 gennaio, lo sgombero delle cento famiglie dalle loro abitazioni nel Comune di Riano con la motivazione di essere state costruite su terreni non edificabili nella zona del Borgo Agricolo. “E’una vergogna” dichiara Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili, e Politiche Sociali della Regione Lazio. “Si era promesso – continua Mariani – un tavolo tecnico per cercare di dirimere la situazione invece stamani hanno attuato le procedure di sgombero con la presenza dei residenti lasciandoli senza casa; auspico un intervento immediato da parte delle Istituzioni competenti, perché il diritto di queste persone ad abitare nelle proprie case venga assolutamente tutelato”.
Secondo Legambiente "i 131 ettari erano stati destinati a borghetti agricoli su cui invece sono cresciute 117 villette abusive; vendute a famiglie totalmente ignare al fatto.
All’inizio delle indagini furono presentate cento domande di condono edilizio quindi si immaginava del rischio abusivismo ma i rappresentanti delle Istituzioni locali a quei tempi non hanno fatto niente per tutelare i cittadini. Un caso simile è accaduto anche a Sabaudia (Lt) dove sono stati costruiti 285 villini, al posto delle case albergo per anziani previste nelle concessioni; senza alcun risarcimento per le 130 parti civili, proprietari degli immobili".
“La lotta all’abusivismo a Roma e nel Lazio non può avere battute d’arresto, serve una rinnovata forza – spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio". Secondo il rapporto Ecomafie di Legambiente l’aumento dei reati nel settore edilizio è in forte aumento negli ultimi anni, da 661 reati del 2007 siamo passati ai 774 del 2008.
"Lo sgombero delle ville abusive costruite nel comune di Riano – conclude Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente e responsabile Osservatorio sulla legalità dell’associazione –  è un atto necessario per il ripristino della legalità e il rispetto di tutti quelli che hanno invece sempre agito in modo chiaro e nel rispetto delle regole".


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