Rivoluzione Ztl a Roma, scatta l’allarme varchi: “Nuovi occhi elettronici, rischiamo di chiudere”

Autorimesse verso il collasso, il volume d’affari potrebbe crollare fino all’80 per cento nel giro di pochi mesi

Le nuove telecamere della Ztl dovevano rappresentare l’arma definitiva contro i furbetti dei permessi e gli accessi irregolari nel cuore della Capitale.

Ma quello che per il Campidoglio è un salto tecnologico verso una mobilità più controllata e sostenibile, per due storiche autorimesse private del centro rischia di trasformarsi in una sentenza economica senza appello.

È nel quadrante tra Barberini e Repubblica che si sta consumando uno dei primi effetti collaterali del progetto Sisvu, il nuovo Sistema Integrato di Supervisione della Viabilità Urbana approvato dalla giunta capitolina per ridisegnare il monitoraggio della Ztl del centro storico.

Da una parte il Comune, deciso a stringere le maglie sui transiti irregolari grazie a telecamere intelligenti, algoritmi e analisi dei flussi; dall’altra i titolari del Parking Esedra di via Modena e del Garage Barberini di Salita San Nicola da Tolentino, convinti che il nuovo assetto dei varchi possa mettere in ginocchio le loro attività.

La preoccupazione è concreta e si traduce in numeri. Secondo le stime dei gestori, il volume d’affari potrebbe crollare fino all’80 per cento nel giro di pochi mesi.

Una prospettiva che apre inevitabilmente anche il fronte occupazionale, perché dietro le saracinesche delle due rimesse lavorano dipendenti, addetti ai servizi e personale specializzato che ora teme ripercussioni immediate.

Il nodo ruota tutto attorno al riposizionamento dei varchi elettronici della Ztl. Le verifiche effettuate dal Campidoglio hanno infatti evidenziato la presenza di aree del centro che, pur ricadendo formalmente all’interno della zona a traffico limitato, restavano di fatto percorribili senza essere intercettate dalle telecamere.

Una sorta di “terra di nessuno” urbana che consentiva agli automobilisti di attraversare alcuni isolati senza alcun controllo.

Per chiudere queste falle, il progetto Sisvu prevede lo spostamento strategico di alcuni varchi.

In particolare, quello di via XX Settembre verrà arretrato fino a piazza San Bernardo, mentre la telecamera di via di San Basilio sarà trasferita verso l’incrocio con via Bissolati. Una modifica tecnica che, però, cambierà radicalmente gli equilibri del quadrante.

Con il nuovo perimetro elettronico, le due autorimesse finiranno completamente inglobate nella Ztl “stretta”. Tradotto: chi non possiede un permesso permanente rischierà una multa automatica semplicemente tentando di raggiungere il parcheggio.

Ed è qui che si apre lo scontro con Palazzo Senatorio. I gestori sostengono che gran parte della clientela quotidiana — composta anche da dipendenti di ministeri e uffici istituzionali presenti nella zona, tra cui Difesa, Stato Maggiore e Viminale — rinuncerà inevitabilmente a utilizzare le rimesse pur di evitare sanzioni.

Il timore, spiegano, è che il provvedimento produca un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati dall’amministrazione: invece di alleggerire il traffico, molti automobilisti finiranno per riversarsi nelle strade immediatamente esterne alla Ztl alla ricerca di parcheggi improvvisati, aumentando congestione, sosta selvaggia ed emissioni nei quartieri limitrofi.

Il Campidoglio, dal canto suo, considera il Sisvu un tassello centrale della nuova strategia urbana sulla mobilità.

L’obiettivo è creare una rete di controlli più efficiente e precisa, capace di monitorare i tempi di permanenza dei veicoli nel centro storico e individuare eventuali utilizzi impropri dei permessi temporanei o dei contrassegni speciali.

La partita, però, è appena iniziata. I titolari delle autorimesse chiedono ora un confronto urgente con l’amministrazione per individuare possibili correttivi, come pass dedicati o deroghe specifiche per consentire l’accesso ai garage senza penalizzare utenti e lavoratori.

Nel frattempo, tra le strade eleganti di Barberini e Repubblica, cresce la sensazione che la rivoluzione digitale della Ztl possa lasciare sul terreno vittime inattese.

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