

Nonostante l'acquisto record di mille appartamenti da parte del Campidoglio, Gualtieri ha ammesso che le sole forze comunali non possono arginare una crisi che morde i fianchi della città
Non solo candeline e rievocazioni storiche. Il 2779° Natale di Roma si trasforma nel palcoscenico di un’analisi nuda e cruda sulle ferite aperte della Capitale.
Dal XII Simposio della Fondazione Roma, intitolato significativamente “Anime de Roma”, il sindaco Roberto Gualtieri ha tracciato una rotta ambiziosa, lanciando un appello al Governo: per risolvere l’emergenza casa, serve un nuovo “Piano Fanfani”.
Nonostante l’acquisto record di mille appartamenti da parte del Campidoglio, Gualtieri ha ammesso che le sole forze comunali non possono arginare una crisi che morde i fianchi della città. “Siamo un popolo di proprietari, ma chi resta fuori non sa dove vivere”, ha sottolineato il primo cittadino.
La sfida, però, non è solo numerica ma sociale. Il sindaco ha puntato il dito sulla solitudine degli anziani, proponendo il co-housing come alternativa umana ai grandi istituti: modelli comunitari dove il sostegno reciproco diventa la base di una nuova forma dell’abitare contemporaneo.
Sul fronte mobilità, l’autocritica è stata netta. Gualtieri ha parlato di un “ritardo decennale” figlio di politiche auto-centriche che hanno penalizzato ferro e tranvie.
“Non si recupera un gap simile in quattro anni di lavoro”, ha avvertito, ribadendo però l’impegno totale nel potenziare il trasporto pubblico per liberare finalmente la città dall’assedio del traffico privato.
Se la politica ha dettato i tempi delle urgenze, lo spettacolo ha restituito l’identità vibrante della città. Tra le riflessioni di Enrico Vanzina e la presenza di Claudia Gerini, il momento più toccante è stato l’omaggio a Trilussa: le note di Daniele Silvestri e la voce di Stefano Fresi hanno riportato in vita “La Ninna Nanna della Guerra”, ricordando come l’anima di Roma sia fatta di saggezza popolare e profonda umanità.
Il Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi, ha guardato al futuro proponendo un’iniziativa capace di unire tradizione e sostenibilità: una competizione sportiva — a piedi o in bici — che coinvolga i 22 rioni storici.
“Vogliamo reinterpretare la storica corsa dei cavalli di via del Corso in chiave moderna” – ha spiegato Parasassi – “un percorso simbolico fino a piazza del Popolo per riscoprire il senso di comunità attraverso lo sport.”
Il Natale di Roma 2779 si chiude così: con il desiderio di correre verso il futuro, senza però dimenticare chi, in questa corsa, rischia di restare indietro perché non ha una casa o è rimasto intrappolato in un ingorgo.
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