

Tra le azioni previste, anche l’Agenzia sociale per l’abitare, il nuovo Regolamento sul social housing e un contratto integrativo per il canone concordato
Non è solo un tetto. È dignità, stabilità, futuro. È il diritto di sentirsi parte di una città, di viverla davvero. A Roma, questo diritto torna al centro dell’azione amministrativa con una delibera storica approvata dall’Assemblea capitolina: un piano ambizioso e strutturato per garantire l’accesso alla casa anche a chi, finora, è rimasto ai margini del mercato.
Un provvedimento che guarda in faccia la realtà di una Capitale spaccata in due: da una parte le famiglie che non riescono ad accedere a un alloggio popolare, dall’altra quelle che pur avendo un reddito non ce la fanno a sostenere i canoni del mercato libero. Nel mezzo, una fascia “grigia”, sempre più ampia, composta da giovani coppie, studenti, pensionati, lavoratori fuori sede, persone con disabilità, genitori single. Cittadini spesso invisibili, ma che oggi tornano al centro dell’agenda politica.
Il piano parte da un dato chiaro: nei prossimi dieci anni a Roma serviranno oltre 71.000 alloggi. Di questi, ben 31.815 saranno dedicati proprio alla fascia intermedia, quella più fragile e più esposta al rischio di esclusione. Un obiettivo che si costruisce su più fronti: 25.462 alloggi già previsti da interventi programmati, 1.353 da iniziative di altri enti e 5.000 da nuova programmazione, che sarà periodicamente aggiornata in base all’evoluzione del contesto sociale ed economico.
«Il diritto alla casa non è solo una questione urbanistica, ma una vera emergenza sociale – ha spiegato Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica –. Le nostre politiche partono da una fotografia realistica del fabbisogno e si traducono in azioni concrete. La casa è il primo passo per ridare stabilità a una persona, a una famiglia, a un’intera comunità».
Uno studio del CRESME, commissionato dal Comune dopo oltre dieci anni di silenzio statistico, ha messo nero su bianco la domanda reale. Ed è da lì che è nato il “Piano strategico per il diritto all’abitare 2023-2026”, da cui la delibera trae linfa. Tra le azioni previste, anche l’Agenzia sociale per l’abitare, il nuovo Regolamento sul social housing e un contratto integrativo per il canone concordato.
A sottolineare il valore politico e sociale del provvedimento è stato anche l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi: «Non possiamo più fingere che il problema della casa riguardi solo i più poveri. Oggi la difficoltà colpisce anche la classe media. Per questo Roma ha deciso di giocare in attacco, anche in Europa, per ottenere fondi che ci permettano di costruire alloggi dignitosi per tutti».
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