

Nel Centro Storico si sfiorano i 30 euro al metro quadro
Il mattone romano non conosce tregua. Nel terzo trimestre del 2025 i prezzi delle case a Roma continuano a salire, sia per chi compra sia — soprattutto — per chi cerca in affitto.
Un trend inarrestabile che fotografa una città sempre più costosa e che, secondo le previsioni, lo sarà ancora di più nel 2026.
A dirlo è l’ultima analisi condotta da Aspesi, in collaborazione con Immobiliare.it e Intesa Sanpaolo, che ha messo sotto la lente il periodo luglio-settembre 2025.
Il dato più evidente è quello sugli affitti: +11,2% in un solo anno. Tradotto in numeri, significa oltre 18 euro al metro quadro di media, con punte che nel Centro Storico arrivano a 28 euro al metro quadro.
Chi sogna un bilocale da 50 mq tra Pantheon e Trastevere deve mettere in conto almeno 1.400 euro al mese.
Ma anche le compravendite non restano ferme: +7,3% rispetto al 2024, con un prezzo medio cittadino di 3.641 euro al metro quadro.
Il confronto tra i quartieri racconta due città che corrono a velocità opposte. Nel Centro Storico, l’acquisto di una casa costa in media oltre 8.500 euro al metro quadro — praticamente tre volte il valore di molte zone periferiche.
All’estremo opposto, nella periferia est, Lunghezza e Castelverde si confermano le aree più economiche della Capitale: 1.805 euro/mq per comprare, 10,5 euro/mq per affittare.
Zone giovani, cresciute in fretta, dove i servizi restano indietro e il mercato immobiliare è ancora alla ricerca di equilibrio.
Chi spera in una frenata resterà deluso. Aspesi prevede per settembre 2026 un ulteriore +1,2% sulle vendite e addirittura +5,5% sugli affitti.
Una dinamica che fa sorridere i proprietari e gli investitori, ma pesa come un macigno su chi cerca casa, soprattutto giovani, studenti e lavoratori precari.
L’indagine mette in luce anche un cambiamento strutturale: la domanda di case in vendita è aumentata del 16,4% nel trimestre, mentre le richieste di affitto sono crollate del 31,6%.
La tipologia più ricercata è il trilocale, scelto nel 25% delle ricerche totali (era poco sopra il 20% nel 2019).
Sul fronte dell’offerta, accade il contrario: +56,2% di case in affitto, -6,2% di immobili in vendita. Segno che sempre più proprietari preferiscono mettere a reddito piuttosto che vendere, complici i canoni record e la scarsità di alloggi disponibili.
“Roma rispecchia l’andamento nazionale – spiega Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it –. I canoni crescono più dei prezzi di vendita, e il fenomeno non accenna a rallentare. Questo sta spingendo molti giovani e studenti a valutare l’acquisto, pur di sfuggire alla morsa degli affitti”.
Sulla stessa linea Federico Filippo Oriana, presidente di Aspesi Unione Immobiliare:
“Le tensioni sul mercato romano confermano ciò che denunciamo da anni: serve più edilizia residenziale nuova, sostenibile e senza consumo di suolo. Solo così si può riequilibrare la domanda e ridurre la pressione sugli affitti”.
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