

Con uno stanziamento complessivo di 1.890.854,31 euro, l'amministrazione comunale punta a trasformare le aree periferiche in palcoscenici a cielo aperto
Riportare l’arte nelle piazze delle borgate e sostenere il professionismo dello spettacolo dal vivo. È questo il cuore del nuovo bando “Lo spettacolo dal vivo fuori dal centro 2026″, l’iniziativa promossa da Roma Capitale per incentivare l’inclusione sociale e il riequilibrio territoriale attraverso la cultura.
Con uno stanziamento complessivo di 1.890.854,31 euro, l’amministrazione punta a trasformare le aree periferiche in palcoscenici a cielo aperto, valorizzando l’identità dei luoghi e la memoria collettiva.
L’Assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha delineato una visione chiara: sostenere eventi che non siano solo sporadici, ma che garantiscano continuità nel tempo attraverso laboratori, formazione e opere originali. Il bando pone un’attenzione particolare su:
Giovani talenti: forte incentivo per le produzioni che coinvolgono artisti under 35.
Equità e accessibilità: valorizzazione del riequilibrio di genere, della sostenibilità e dell’accessibilità dei progetti.
Interculturalità: apertura a progetti sperimentali e sensibili alle diverse identità del territorio.
Il bando è rivolto esclusivamente a realtà teatrali professionali, escludendo formazioni amatoriali o associative, con l’obiettivo di tutelare il lavoro di compagnie e collettivi romani. Grazie al contributo del Ministero della Cultura, le agevolazioni copriranno:
Fino al 90% della spesa preventivata per ogni progetto.
Un tetto massimo di 45.000 euro per ogni iniziativa selezionata.
Per le realtà interessate, il tempo stringe. Le attività progettuali dovranno svolgersi nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026. Un fattore decisivo per il punteggio sarà l’indice di perifericità: più il progetto si sposterà lontano dal centro storico, maggiore sarà la valorizzazione del setting di quartiere.
I risultati della selezione verranno resi noti nella prima settimana di giugno 2026.
«La cultura è lavoro e professionismo», ha ribadito Smeriglio, sottolineando come questa programmazione sia pensata per espandere i confini dell’Estate Romana.
L’idea è quella di un’offerta culturale diffusa, gratuita e pubblica, capace di intercettare pubblici diversi e di raggiungere chi abita lontano dai circuiti turistici tradizionali, celebrando la bellezza attraverso le arti performative.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.