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‘Romanacci tua!’ successo letterario di Stefano Vigilante

Le divertenti storie e vicende familiari di un ragazzino di 13 anni che vive al Pigneto alla fine degli anni ’70, giovedì 25 agosto alle ore 21 all'Incontro d’Autore
Enzo Luciani - 14 Agosto 2011

Giovedì 25 agosto alle ore 21.00 sul pontile di Ostia “Un Mare di Risate”. Rassegna di cabaret Spettacolo dell’artista Stefano Vigilante

Direttamente da Zelig, Gnu, Bra, Seven Show uno spettacolo comico cabarettistico con momenti surreali. Il tutto con il coinvolgimento del pubblico. Nella nutrita galleria di personaggi e situazioni: il Vigile, l’Infermiere Felicetto, Aurelio l’uomo che vive nei centri commerciali, Romolo e Remo, il Ventriloquo, La Valigia Anarchica e il Cacciatore.

A seguire “Incontro d’Autore” a cura della casa editrice Sbc edizioni l’autore Stefano Vigilante presenta il suo successo letterario “Romanacci tua!”
Le divertenti storie e vicende familiari di un ragazzino di 13 anni che vive a Roma nel quartiere Pigneto alla fine degli anni ’70. Una spaccato della Roma di tanti anni fa visto e raccontato da un ragazzino e dai suoi amici. Racconti freschi e spontanei sui personaggi e la vita di tutti i giorni di una città e di un suo quartiere particolare indissolubilmente legato al ricordo di Pier Paolo Pasolini.

Stefano Vigilante è nato a Roma, nel quartiere Pigneto. Attore comico si è diplomato presso la Scuola Internazionale di Teatro “P.Gaulier” a Londra e “Jaques Lecoq” a Parigi. Ha debuttato sul piccolo schermo con il programma GNU su RAI3 (1999), e ha consolidato la sua presenza in TV sempre su RAI3 con programmi come BRA Braccia Rubate all’Agricoltura e BRA 2 dal Piccolo Jovinelli di Roma dove ha fatto parte della Fattoria dei Comici di Serena Dandini (2003/5). Con il personaggio del “VIGILE” ha partecipato al programma di Pippo Baudo in Sabato Italiano (2005). Nel 2007 ha partecipato a Zelig off su Canale 5. Ha condotto STAND UP spettacolo di comici in onda su SKY Jimmy (2008-09).
Un ‘pischello’ al Pigneto! Un’adolescenza sfrontata e timorosa alla fine degli anni ’70, mai libera dalla presenza, a volte pesante, di una famiglia tradizionale.
Una schietta romanità anima la narrazione della crescita di un adolescente in un quartiere romano famoso e ‘ingombrante’, degradato e strafottente, ma sempre abbarbicato a un suo passato operaio e pasoliniano.
La struttura del testo, la disposizione spaziale delle frasi e la sintassi creano una narrazione che evidenziando cesure, silenzi e parole scorre senza freni, dando vita a un affresco vivo e nostalgico, oltre che comico. Semplicità e immediatezza del linguaggio creano una sorta di transfert nel lettore, che riesce a instaurare un rapporto di fiduciosa identificazione con l’Autore.


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