Romanina: la Centralità degli interessi privati

L’assessore Corsini presenta il progetto di densificazione. Un regalo di due milioni di mc. al proprietario Scarpellini
Enzo Luciani - 20 Dicembre 2011

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa della  Comunità Territoriale del X Municipio:

"Martedì 13 scorso l’assessore comunale all’urbanistica Marco Corsini ha presentato alle ex Officine Marconi il progetto che densifica la centralità urbana metropolitana di Romanina di proprietà del costruttore Scarpellini. Presenti il Presidente del X Municipio Sandro Medici e l’assessore all’urbanistica municipale Massimo Perifano. Il progetto contempla un aumento delle cubature dai 1.130.000 mc. previsti dall’attuale PRG a circa due milioni.

La Comunità Territoriale del X Municipio ha rilevato da subito l’improprietà di una presentazione fatta dalle Istituzioni comunali e municipali in una sede di proprietà del beneficiario dell’intervento urbanistico progettato. Inoltre l’informazione data alla cittadinanza della presentazione medesima è stata pressoché nulla. Anche diversi consiglieri municipali non ne erano a conoscenza.

L’evento che voleva essere semiclandestino e che grazie all’intervento dei Cdq, della Comunità Territoriale, della Rete Cinecittà Bene Comune e di singoli cittadini lo è stato solo parzialmente, è servito comunque a chiarire ai presenti il cospicuo regalo di Natale che la giunta Alemanno si appresta a fare alla speculazione edilizia e alla rendita fondiaria nel territorio del X Municipio.

Nel progetto descritto non c’è solo l’aumento spropositato delle cubature ma anche una diversa ripartizione interna, un vero rovesciamento, perché il 50% pubblico 20% flessibile e 30% privato previsto dall’attuale PRG per la centralità di Romanina diventa 30% pubblico e 70% privato. L’indice di edificabilità passa da 0.38 a 0.65. In sostanza i due terzi delle cubature saranno appannaggio del proprietario dell’area che, come hanno evidenziato i tecnici dell’assessorato presenti, si condenseranno in circa 1.200.000 mc di abitazioni di vario taglio e in palazzi fino ad otto piani di altezza alle pendici dei Castelli romani.

Le funzioni previste per la centralità, a parte quella di Fonopoli o città della musica, sono, come al solito, vaghe ed aleatorie così come debole appare l’infrastrutturazione su ferro con la linea di metropolitana leggera, in pratica un tram, che dovrebbe prolungare, con rottura di carico, la metro A fino a Tor Vergata.

La centralità di Romanina che, secondo le intenzioni del PRG, doveva essere un elemento riqualificante della nostra periferia, delle ex borgate e dei quartieri circostanti, rischia di diventare un nuovo pauroso contenitore di cemento e asfalto che li schiaccerà ancor più alla loro cronica mancanza di servizi e di trasporti efficienti.

L’assessore Corsini ha giustificato l’aumento premiale delle cubature con la necessità di ricavare risorse sufficienti per le infrastrutture. Le risorse ricavabili dal progetto densificatorio sarebbero circa 400 milioni di euro che però non basterebbero neanche a finanziare la metro leggera il cui costo è di 450 milioni di euro.

Il destino che si prospetta per la centralità di Romanina è esemplare perché sarà seguito da analoghe operazioni densificatorie per le altre centralità private previste
dall’attuale PRG.

Malgrado gli sforzi degli amministratori passati e presenti la centralità di Romanina continua ad essere debole ed evanescente sotto il profilo delle funzioni e dell’infrastrutturazione trasportistica su ferro. La vera centralità urbana appare sempre di più quella pubblica di Tor Vergata a soli duecento metri di distanza con le sue rilevanti e qualificanti funzioni già ben avviate e in via di potenziamento (Università, campus universitario, Policlinico, CNR, Agenzia Spaziale, città dello sport, Banca
d’Italia a margine dell’area ecc.).

Ma mentre a Romanina non si dirada la nebbiosa aleatorietà di funzioni e infrastrutturazione trasportistica crescono le cubature. Dai 750.000 mc. del 2003 (proposta di adozione del PRG) ai due milioni di oggi su 94 ettari di estensione dell’area.

Un’area che nel Piano regolatore del 1965 era destinata a servizi pubblici di livello generale e che con il cambio di destinazione a centralità urbana metropolitana operato dalla precedente amministrazione Veltroni e con la densificazione proposta dalla giunta Alemanno vede progressivamente ridursi la parte pubblica.

Un denso mare di cemento alle pendici dei Castelli romani fino a Frascati che appare un insopportabile scempio del territorio e un regalo mostruoso alla rendita fondiaria, con costi economici, sociali ed ecologici per tutta la collettività che andranno ben oltre i ricavi di 400 milioni di oneri concessori e contributo straordinario magnificati dall’assessore Corsini.

E tutto ciò si pretenderebbe di codificarlo tramite un annunciato processo partecipativo aperto alla cittadinanza, già attuato negli anni passati, che in sostanza non potendo incidere su scelte già fatte dovrebbe solo limitarsi a infiocchettare l’intervento speculativo circondandolo con l’aureola del consenso sociale.

La Comunità Territoriale del X Municipio invita gli amministratori e tutti i rappresentanti dei vari livelli istituzionali, dal Municipio al Parlamento, ad adoperarsi per ripensare queste scelte inaccettabili che continuano a condannare il X Municipio e la nostra città ad un’espansione cementificatoria disordinata che aggiunge periferie a periferie senza vere funzioni qualificanti, consumando prezioso suolo di agro romano e antropizzando fino all’inverosimile il territorio.

L’alternativa è possibile e, per ciò che riguarda il quadrante sud sud-est della nostra città, passa per la valorizzazione delle centralità pubbliche a cominciare da quella di Tor Vergata.

Pertanto la Comunità Territoriale del X Municipio chiede alle Istituzioni politico-amministrative di aprire responsabilmente un dibattito pubblico con il concorso di personalità scientifiche volto ad approfondire gli interventi di trasformazione strutturale del territorio proposti che, se realizzati, ricadrebbero sulla vita dei cittadini per i decenni a venire". 


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