Santori e Corsi: Commissariare il Sindaco e non il Comune, pericoloso precedente

Dal 1991, 320 comuni sciolti, alcuni sulla base di indizi
Redazione - 29 Agosto 2015

“Se al posto di Roma Capitale ci fosse un comune della Calabria, della Campania o della Sicilia con diversi consiglieri comunali e assessori arrestati o indagati per mafia e alti funzionari e dirigenti rimossi ed una Procura della Repubblica che indaga l’ente Comunale e diversi rappresentanti delle Istituzioni a vari livelli per mafia, avremmo accettato che un qualsiasi Sindaco fosse rimasto al suo posto, come se nulla fosse, affiancato da un Prefetto? O avremmo gridato tutti allo scandalo da destra e da sinistra? Non possiamo non tener conto della storia d’Italia, perchè dei 320 comuni sciolti per mafia dal 1991, non sono mancati casi in cui la decisione era fondata su soli indizi”.

Inizia la cerimonia al CampidoglioE’ quanto si domandano Fabrizio Santori consigliere Regionale del Lazio ed Emiliano Corsi esponete del Comitato Difendiamo Roma.

“Commissariare di fatto il Sindaco e non il Comune – continuano Santori e Corsi – è un pericoloso precedente. Ha ragione il consigliere comunale Maggi che chiede ad Alfano in base a quale norma si sia proceduto a questa irrituale procedura, ma crediamo che non avrà una risposta puntuale alle sue richieste motivate. E’ una sorta di “commissariamento creativo”con cui la dottrina giuridica avrà da sbizzarrirsi nei prossimi anni ma sotto tutor è la democrazia e la sovranità che appartiene unicamente al Popolo e non ad un alto funzionario dello Stato. Quanto a Marino ci sentiamo di dargli un piccolo consiglio sul titolo del suo libro di memorie che si accingerebbe a scrivere: la poltrona vuota”.


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