Sciopero dei benzinai: oltre il 74% la partecipazione

Il 6 e 7 novembre 2019
Aldo Zaino - 9 Novembre 2019

Allo sciopero dei benzinai del 6 e 7 novembre 2019 è stata riscontrata una partecipazione nazionale di oltre il 74%.

Forte del famoso motto “Il silenzio rende complici” il 6 novembre i Gestori provenienti da tutta Italia sono arrivati a Roma per avallare le giuste richieste esposte al Governo in varie occasioni dai loro rappresentanti Sindacali, e nello stesso tempo partecipare prima al presidio tenuto di fronte alla Camera dei Deputati  e subito dopo all’assemblea del Capranichetta.

Assemblea a cui hanno inteso portare il loro contributo diversi rappresentanti della politica: Maria Cecilia Guerra LEU, Sottosegretario al Ministero Economia e Finanze, Pier Luigi Bersani  LEU, X attività produttiva alla Camera, Luca Sut e Lucia Scanu Movimento 5  Stelle, X Commissione attività Produttive della Camera, Umberto Buratti PD, Commissione VIII ambiente della Camera, Claudio Mancini PD, Commissione VI finanze alla Camera, Jacopo Morrone LEGA, Commissione II giustizia della Camera, Martina Nardi PD, capogruppo in Commissione X attività produttive della Camera, Elena Raffaelli LEGA,  Commissione VIII ambiente alla Camera, Luca Squeri responsabile energia di Forza Italia e membro della X Commissione attività produttive Camera.

Lo sciopero del 6 e 7  novembre  è stato dichiarato dalle tre organizzazione Sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc /Anisa Confcommercio, per sensibilizzare ancora una volta il Governo che si appresta ad emanare delle norme che aggraveranno non poco le adempienze contabili e costi ai gestori, ma anche per denunciare per l’ennesima volta l’illegalità che si annida nel settore, che oggi è ancora l’elemento del maggiore entrate da parte dello Stato

Uno stato di fatto che dovrebbe preoccupare non solo i Gestori e le loro Organizzazioni, quanto soprattutto le altre componenti del settore – dalle compagnie petrolifere, ai retisti indipendenti ed il Governo stesso che, al contrario, continua a mostrarsi indifferente agli allarmi ripetuti lanciati.

Certo lo sciopero hanno dichiarato i rappresentanti sindacali poteva andar meglio ma lo sciopero ha dovuto fare i conti con una miriade di impianti in mano a soggetti che poco hanno a che vedere con la distribuzione carburanti, che stanno arricchendosi sulle spalle dei Gestori e dello Stato, e poi  hanno aggiunto gli interessati  il  continuo moltiplicarsi di impianti presidiati da lavoratori senza contratto o con contratti precari e illegali, se non gestiti direttamente da persone non raccomandabili, difficilmente l’adesione allo sciopero  potrà tornare a qualche decennio fa quando i distributori di benzina rimanevano chiusi  al  98% .

Per capire meglio i motivi dello sciopero è stato intervistato Roberto Di Vincenzo Presidente della FEGICA CISL, Federazione Italiana Gestori Carburanti e Affini: certo spiegare a chi non è del settore non è facile ma ci provo, lo sciopero del 6 e 7  riguarda il settore dei gestori dei distributori carburanti sia gli impianti autostradali e della rete  ordinaria, per cercare di contrastare le Politiche del Governo in materia fiscale che, dopo la fatturazione elettronica, intende gravare i gestori di nuovi ed inutili gravami ai fini dell’affidabilità fiscale; di corrispettivi e Das elettronici, di registri di cassa telematici, ecc. trasferendo il controllo della correttezza  dei comportamenti dell’intera filiera dei contribuenti sulle spalle dei Gestori che, in tal modo, diventano i garanti del sistema ( come se fossero organi di controllo)

Il Dott Di Vincenzo a poi aggiunto prima di proclamare lo sciopero che crea sempre disagi e tensioni,  abbiamo cercato di sensibilizzare e allertare il Governo sulla illegalità dilagante nel settore, (sono 6 miliardi i litri/anno “clandestini”, secondo una stima prudente, vale a dire ha aggiunto il sindacalista poco meno di 5 miliardi di euro sottratti all’Erario, tra accise ed IVA) nel settore della distribuzioni carburanti.

Ecco per questo scioperiamo chiude Roberto Di Vincenzo. Scioperiamo anche per la difesa della nostra dignità e di quella dei cittadini coinvolti negli illusori risparmi sul prezzo self o sul prezzo scontato.

 


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