

Progetto ricerca-formazione nelle scuole dei più piccoli
Una rete senza precedenti tra il mondo accademico e le scuole dell’infanzia di Roma per promuovere una città più inclusiva, a partire dai suoi bambini.
È stato presentato oggi il protocollo d’intesa tra Roma Capitale e il CRUL, il Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio, che dà il via a un progetto biennale (anni scolastici 2025-26 e 2026-27) dedicato all’inclusione dei bambini e delle bambine con bisogni educativi speciali.
L’iniziativa — la prima di questo genere per ampiezza e impostazione — nasce dalla collaborazione tra il sistema educativo capitolino e i 12 Atenei del Lazio, con l’obiettivo di rafforzare la formazione degli insegnanti, sperimentare nuove pratiche pedagogiche inclusive e alimentare la ricerca in ambito educativo e sociale.
Il progetto, in linea con il Modello Educativo di Roma Capitale e le linee guida europee sull’inclusione, prevede una serie di attività integrate:
percorsi formativi congiunti tra docenti e ricercatori,
osservazioni dirette nelle scuole per individuare bisogni e potenzialità,
laboratori di co-progettazione di strategie educative,
e infine seminari e momenti di confronto per condividere buone pratiche e risultati.
A coordinare i lavori sarà l’Università Roma Tre, capofila del progetto, insieme a Sapienza, Tor Vergata, Foro Italico, Tuscia, Cassino, Europea, LUMSA, UniCamillus, Link Campus, UNINT e Campus Bio-Medico.
“La collaborazione tra Roma Capitale e dodici università del Lazio rappresenta un passo avanti storico: unire la ricerca più avanzata con la pratica quotidiana nelle nostre scuole — ha spiegato Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale — significa costruire un modello che potrà diventare riferimento anche fuori città. L’obiettivo è un vero salto di qualità nei processi di inclusione e nella crescita educativa dei nostri bambini”.
A illustrare l’impianto scientifico del progetto è stato Fabio Bocci, professore ordinario di Roma Tre e coordinatore scientifico dell’iniziativa: “Lavoreremo in diverse fasi — ha detto — partendo da una sperimentazione metodologica che coinvolgerà un primo gruppo di scuole, per poi estendere il modello a tutte le strutture dell’infanzia comunali. L’obiettivo è accompagnare gli istituti in un percorso di crescita e trasformazione duraturo, capace di migliorare concretamente la qualità dell’inclusione”.
Il protocollo, che avrà una durata iniziale di due anni, punta dunque a creare una rete stabile tra università e scuole: un laboratorio cittadino di innovazione educativa che, come auspicano dal Campidoglio, potrà diventare un modello nazionale per le politiche pubbliche sull’inclusione nella prima infanzia.
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