Sgombero di via Marchetti: “Muratella riconsegnata ai cittadini”

Prosegue il piano nomadi della giunta Alemanno con lo sgombero di un campo rom abusivo. Paris: “è solo l’ennesimo intervento spot della giunta Alemanno”
di Martina Perrone - 22 Giugno 2011

Il 21 giugno, con 10 giorni di anticipo sul termine per la realizzazione dell’obiettivo, è stato sgomberato il campo nomadi di via Alessandro Marchetti alla Muratella.

“Pochi mesi fa venimmo qui con il sindaco Alemanno assumendoci l’impegno che entro l’estate il campo sarebbe andato via. E’ per questo che con soddisfazione possiamo affermare che noi manteniamo gli impegni assunti con i cittadini” questo è quanto ha dichiarato in una nota il consigliere capitolino Pdl Federico Rocca, che raccoglie la soddisfazione di tutta la giunta comunale, in parte presente allo sgombero, per il lavoro effettuato dall’inizio del mandato del sindaco Gianni Alemanno.

“Le promesse fatte ai cittadini di Muratella sono state debitamente rispettate – ha dichiarato il Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori, che ha poi aggiunto – Ora è il momento di riqualificare l’area, al fine di impedire il ripetersi di future nuove occupazioni che vanificherebbero gli sforzi sostenuti”.
La presenza di un campo nomadi abusivo e incontrollato infatti, non è solo affare del quartiere ospitante, ma di tutte le zone limitrofe interessate dalle situazioni che questo comporta, come gravi condizioni igienico sanitarie e problemi di sicurezza.

Augusto Santori, consigliere Pdl del Municipio Roma XV, si ritiene soddisfatto in quanto la Muratella è stata “riconsegnata ai cittadini”, ma il presidente del Quindicesimo Gianni Paris etichetta lo sgombero dello scorso martedì come “l’ennesimo intervento spot della giunta Alemanno”. Pur riconoscendo l’efficacia dell’intervento, il presidente sostiene che la giunta non abbia un vero e proprio disegno riguardo la situazione dei rom e che questi sgomberi hanno come unico sbocco la migrazione verso altri campi ormai giunti al collasso, come quello di via Candoni.
Quello che viene chiesto da Gemma Azuni, consigliere capitolino Sel, è un piano nomadi serio per dare un’alternativa alle persone che vengono sgomberate, piuttosto che lasciare che si spostino in un altro campo. Anche se a fronte di alcune alternative proposte ai nomadi, quali servizi sociali per donne e bambini e nuovi alloggi, la risposta è stata un rifiuto, con incredulità dell’assessore alle Politiche Sociali del Campidoglio, Sveva Belviso che ha dichiarato: “Spiace dunque constatare che da parte delle madri non ci sia il senso di responsabilità nell’accudimento e nella tutela dei propri figli, primo tra i doveri di ogni genitore coscienzioso”.


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