Municipi:

“Spesa a rate” nei supermercati: la provocazione dei cartelli a Roma riaccende lo scontro sul caro vita

Sui manifesti la Lupa capitolina sorpresa davanti al nuovo servizio di dilazione dei pagamenti. Insorge la Cgil: «L'acquisto del cibo a rate è il segnale della perdita di potere d'acquisto delle famiglie»

Pagare il carrello dell’alimentare subito, dopo un mese o comodamente a rate. La novità proposta da un primario colosso della grande distribuzione – realizzata in tandem con un istituto finanziario partner – sbarca nelle strade della Capitale accompagnata da una campagna affissioni che non è passata inosservata.

Dai cartelloni pubblicitari posizionati in vari quadranti della città spicca una Lupa capitolina dall’espressione sbigottita di fronte al claim d’impatto: “Da oggi fai la spesa a rate”.

Il meccanismo si appoggia a un’applicazione per smartphone scaricabile dai clienti. Al momento di passare alla cassa, l’utente può selezionare la formula preferita: saldo diretto, posticipo di 30 giorni a costo zero, frazionamento in tre tranche mensili a tasso zero oppure un vero e proprio piano di finanziamento esteso da 6 a 12 mesi (quest’ultimo gravato dai tassi d’interesse previsti dalle condizioni contrattuali).

L’allarme del sindacato: “Normalizzato il debito per i beni primari”

L’iniziativa ha scatenato la dura presa di posizione della Cgil di Roma e del Lazio, che legge nella diffusione del Buy Now, Pay Later applicato agli alimentari la spia rossa di un malessere economico strutturale.

Per il segretario generale Natale Di Cola, ricorrere alla dilazione di pagamento per assicurarsi il cibo è la misura plastica del momento di affanno vissuto da migliaia di lavoratori e pensionati: «È la dimostrazione di come strumenti finanziari nati per coprire spese straordinarie o beni durevoli vengano ora applicati per far fronte all’acquisto di beni di prima necessità».

Secondo il sindacato, contraccambiare questa modalità facendola passare per un’opportunità di flessibilità rischia di mascherare l’erosione dei salari reali e l’impatto dell’inflazione sui bilanci familiari.

La richiesta di interventi strutturali contro il caro-vita

Di fronte al rischio che l’indebitamento per la spesa quotidiana diventi la norma, la Cgil torna a sollecitare la politica.

Il sindacato ha rivolto un appello formale al Governo e agli enti locali affinché vengano messe in campo contromisure strutturali contro l’inflazione: un calo guidato dei prezzi, un monitoraggio stringente sulle speculazioni lungo la filiera agroalimentare e l’adozione di politiche pubbliche di sostegno al reddito capaci di restituire dignità e potere d’acquisto ai cittadini.

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